Problemi per il “mostro” di Massa
Parla Tosi: «Per smaltire l’amianto del capannone servono oltre 35mila euro»
MASSA FISCAGLIA. «Le coperture in amianto del capannone che si trova alle porte di Massa Fiscaglia occupano una superficie di oltre 2000 metri quadri, mille in più di quanto si era detto (e scritto, ndr) ieri. Per bonificare una simile quantità di amianto occorrerebbero almeno 35mila e altrettanti per demolire i ruderi. Ragionando a ribasso occorrerebbero dunque 70mila euro, una cifra importante e impegnativa». A parlare è Fabio Tosi che, oltre ad essere vicesindaco di Fiscaglia, è anche assessore con delega all’ambiente. Lui, insieme al sindaco Sabina Mucchi, segue in prima persona le attività legate all’amianto e fin dall’inizio si è speso per promuovere e incentivare lo smaltimento di amianto presente anche nelle unità abitative. «Abbiamo chiesto a più riprese alla ditta Albafrigor di Verona, proprietaria dell’immobile, informazioni relative allo stesso ma purtroppo - spiega Tosi -non abbiamo mai ricevuto risposta. Ora sappiamo che la struttura è in mano a un curatore fallimentare, lo contatteremo e cercheremo di aprire un dialogo per capire se ci sono margini di manovra per intervenire. Il capannone versa in uno stato di degrado e abbandono e bisognerebbe trovare una soluzione». Le attività di informazione e prevenzione vengono svolte in sinergia su tutto il territorio di Fiscaglia dall’amministrazione e da Aeac (associazione esposti amianto e altri cancerogeni). «Siamo contenti di questa collaborazione nata fin dai tempi precedenti alla fusione. Lo scorso febbraio abbiamo pubblicato un bando per rimozione e bonifica di coperture e manufatti in cemento amianto con contributo a fondo perduto fino a 1000 euro. Il bando è stato riproposto a dicembre e resterà aperto fino a fine aprile; abbiamo alzato il contributo a 1800 euro. Crediamo in questo percorso di bonifica e risanamento. Purtroppo - conclude - fin quando non ci sarà un obbligo a prescindere per la rimozione di queste coperture e non solo dalla pericolosità post-analisi, sarà sempre complicato dare risposte immediate in area privata come nel caso del capannone».
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