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Punto nascita, silenzio e tristezza

Punto nascita, silenzio e tristezza

Martedì l’ultimo giorno di apertura all’ospedale del Delta. Ora si attende il centro di procreazione medicalmente assistita

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LAGOSANTO. Regna il silenzio nel punto nascita dell'Ospedale del Delta, dove sino a qualche giorno fa il pianto dei neonati si intrecciava ai sorrisi di giubilo delle neo-mamme e al via vai tra personale medico e para-medico e parenti. Così si presentava ieri sera quello che dal 2001 ha saputo connotarsi quale centro di ostetricia di eccellenza della provincia, vero fiore all'occhiello tra i servizi pubblici. La chiusura effettiva del reparto era già scattata alle ore 14, mentre i ricoveri sono cessati dal 26 gennaio, al fine di assicurare le dimissioni delle pazienti entro la data di chiusura del reparto ormai da tempo annunciata, ovvero quella del 31 gennaio.

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Stanze buie, letti vuoti, alcuni dei quali ormai sprovvisti di materasso, preludono a nuovi traslochi di apparecchiature e a lavori per dar corso alla riorganizzazione del reparto. Sta andando avanti infatti il progetto per l'inserimento di un centro di procreazione medicalmente assistita (Pma). L’attivazione richiederà del tempo ma l’avvio dell’intervento di ristrutturazione potrebbe essere piuttosto veloce. In questi termini si era espresso nei giorni scorsi il direttore generale dell’Asl, Claudio Vagnini, che intende accorciare il più possibile i tempi per l’attivazione del nuovo servizio.

Ma torniamo al servizio di ostetricia. Kevin, venuto alla luce il 21 gennaio scorso, è l'ultimo nato all'ospedale di Valle Oppio. La sala parto è già stata chiusa mentre da oggi resterà in funzione il percorso nascita, per seguire le puerpere sino alla 39ª settimana di gravidanza. Poi ciascuna opterà per un nuovo punto nascita. Nonostante la chiusura del reparto di ostetricia il personale in servizio è a disposizione sino alle 20 per consulenze di pronto soccorso ginecologico, mentre nelle fasce orarie notturne scatta la reperibilità per il reparto di ginecologia, all’interno del quale sono ricoverate pazienti in attesa di intervento o che hanno subito l'intervento. La stretta al cuore tra professionisti che hanno fatto nascere tanti neonati è percepibile, mentre la porta del punto nascita sta chiudendosi, per sempre.

Katia Romagnoli

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