Il prefetto: l’accordo sull’ospedale va fatto entro una settimana
Convocato ieri a Ferrara il tavolo per la sicurezza La Consulta pone condizioni: i pediatri se ci sarà chirurgia
COMACCHIO. Si scende di un piano all’ospedale San Camillo di Comacchio e l’attenzione si ferma al secondo, dove stando alle richieste dei membri della Consulta e dei rappresentanti dei diversi partiti di minoranza, l’Ausl dovrebbe implementare la chirurgia ambulatoriale «così come da accordi». Altrimenti? «Altrimenti i pediatri non entrano», hanno continuato a sostenere dalla Consulta il presidente Manrico Mezzogori accompagnato da Giovanni Gelli. Di diverso parere Davide Michetti (Onda); Maura Tomasi (Lega) e Andrea Rossetti (Rifondazione) che invece aprirebbero subito la porta alla pediatria di gruppo. Ieri pomeriggio il prefetto Michele Tortora ha convocato il tavolo per la sicurezza attorno al quale si sono seduti anche il direttore generale dell’Ausl Claudio Vagnini e il sindaco di Comacchio Marco Fabbri. «Il dialogo resta aperto - ha detto Tortora -. Da Comacchio hanno chiesto la possibilità di avere al secondo piano più medici privati in regime di accreditamento ma secondo l’Ausl questo non sarebbe possibile. Tuttavia il direttore generale si è preso l’impegno di predisporre entro fine marzo un Piano di fattibilità ma nel frattempo è necessario partire con una serie di servizi che ad oggi non possono più aspettare». Una settimana. Questo il tempo dato dal prefetto: «Entro sette giorni bisogna prendere una decisione altrimenti ognuno dovrà assumersi le sue responsabilità».
«Noi non ce ne andiamo - la risposa della Consulta - anche perché queste sono cose dette e ridette mille volte. Vagnini ha detto che proveranno a capire se è possibile implementare chirurgia al secondo piano? Ha detto che ci vorrà un mese? E noi aspetteremo un mese, tanto ormai cambia poco». Di diverso parere i membri della minoranza presenti a Ferrara: «Non possiamo rischiare che un servizio prezioso per la comunità vada da un’altra parte - ha detto Maura Tomasi - Intanto i pediatri devono entrare e noi continuare a lottare per il nostro ospedale». «Una piccola vittoria l’abbiamo già ottenuta - fa eco Michetti - ed è quindi giusto continuare sulla strada del dialogo». «È un peccato rovinare un'apertura che oggi si è instaurata con i vertici Ausl con lo studio di fattibilità sulla chirurgia ambulatoriale pubblica. È normale che a fronte dei tagli dei servizi ai quali abbiamo assistito in questi anni soprattutto a Comacchio ci sia sfiducia sul fatto che detto studio non venga poi realmente portato a termine. Noi oggi non abbiamo detto no alla pediatria di gruppo, non abbiamo detto no all’implementazione dei servizi, anzi! Noi abbiamo solo chiesto ad Ausl di presentarci il pacchetto completo omnicomprensivo della chirurgia ambulatoriale così come da accordi discussi oggi con i vertici Ausl», chiarisce Rossetti.
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