Aiuti dai privati per mantenere la qualità
«Non è facile mantenere questa offerta culturale in una città che non riceve contributi da privati - ha commentato Tagliani - o almeno non quanto le fondazioni bancarie locali e gli sponsor nazionali...
«Non è facile mantenere questa offerta culturale in una città che non riceve contributi da privati - ha commentato Tagliani - o almeno non quanto le fondazioni bancarie locali e gli sponsor nazionali sostengono le mostre a Bologna, Forlì e Cesena. D'altronde, chi presta a Ferrara un capolavoro da musei come il Prado, è convinto non di sottrarre l'opera agli occhi dei suoi visitatori, ma di arricchirla grazie alla mostra in questione. Noi dobbiamo ringraziare la sponsorizzazione di Eni che è stata fondamentale».
L'osservazione decisa del sindaco nei confronti dei dintorni ha suscitato una serie di riflessioni. «Non esistono più gli sponsor di una volta - ha aggiunto Maisto - oramai si tratta di promotori o co-organizzatori che investono su determinati aspetti dell'evento da sviluppare. I finanziatori a cui preme la vetrina investono solo sulle metropoli». Se a Ferrara mancano i mecenati del Rinascimento, abbondano però i luoghi dove esporre. «Palazzo Diamanti non regge più a confronto con gli spazi concorrenti - ha concluso Tagliani - e va assolutamente migliorato».
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