L’impegno di Argenta per dire no alle trivelle
Appello del sindaco anche alle altre amministrazioni per condividere l’impegno «Insopportabile rischio ambientale per il pericolo della subsidenza»
ARGENTA. Il no secco alle cosiddette “trivelle”, l’amministrazione comunale di Argenta l’aveva già ampiamente detto in tutte le salse. Ora, lo ribadisce coinvolgendo dapprima il Consiglio comunale attraverso un ordine del giorno che per la prima volta viene presentato dalla giunta comunale e poi, è lo stesso sindaco Antonio Fiorentini che fa un appello ai comuni vicini e alla comunità argentana di condividere l’impegno dell’esecutivo argentano. «Vogliamo ribadire con forza la nostra posizione contraria alla prospezione geologica finalizzata all’estrazione di idrocarburi nell’area delle Valli di Comacchio e nel territorio del comune di Argenta - attacca il primo cittadino -. Innanzitutto esprimiamo diffidenza nel proseguire una politica energetica fondata sui combustibili fossili, pensiamo infatti che i nuovi investimenti debbano essere concentrati sull’energia rinnovabile per favorire la transizione a una economia carbon-free e quindi al raggiungimento di metodi di produzione energetica ambientalmente sostenibili. Riteniamo inoltre, che un territorio di assoluto valore ambientale come il Delta del Po, parco regionale e quindi sotto tutela di conservazione, non possa assolutamente accogliere una struttura per la ricerca sotterranea degli idrocarburi, questo comporterebbe infatti un insopportabile rischio per l’ambiente per il pericolo di subsidenza e altri rischi di degrado ambientale che non possono assolutamente essere mitigati da alcuna promessa di opere di compensazione. Faremo tutto ciò che è nelle nostre possibilità per ostacolare quindi la ricerca geologica strumentale alla futura estrazione di idrocarburi in un sito di pregio e conservazione ambientale, patrimonio Mab Unesco. Chiediamo alla comunità argentana e ai comuni limitrofi di condividere il nostro impegno». Venendo alla richiesta presentata dalla società al ministero dell’Ambiente, il progetto prevede la realizzazione di un rilievo geofisico 3D da svolgersi nei settori meridionale e settentrionale del permesso, per un'estensione complessiva di circa 83 kmq, e interesserà il territorio comunale di Alfonsine, Ravenna e di Argenta, Comacchio, Ostellato e Portomaggiore. L'obiettivo delle “trivelle” è quello di produrre un volume di dati che permetta una più approfondita analisi del sottosuolo con possibilità di identificazione di eventuali accumuli di idrocarburi non rilevati con i dati 2D già utilizzati in passato. Il no alle “trivelle” della giunta Fiorentini è motivato anche dal fatto che le aree interessate, ricadono quasi totalmente all’interno di Siti Interesse comunitario le stesse aree sono state candidate all'allargamento della rete di cui al Programma Mab dell'Unesco.
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