Presto nuovi accessi wi-fi per navigare gratis in città
Lavori in fase avanzata, il Teatro Verdi sarà la centrale operativa per le app Opportunità universali, dagli studenti agli anziani. Il pieno sostegno del Comune
La Sala Estense come un laboratorio informatico. C’è il dubbio che gli studenti (quelli delle scuole superiori di Ferrara) ne sappiano quasi più del docente che è Rudy Bandiera, un bravo blogger ed esperto di internet. Li chiamano nativi digitali, e sono i giovani che sono nati praticamente con in mano un telefonino. La novità? Per loro, nessuna. Come per noi (gli altri), un televisore, il frigorifero. Ma prima la lezione è per chi arriva da fuori. Per noi, appunto. Educazione civica digitale. E qui s’innesta l’ampia illustrazione di Fabio De Luigi, dirigente del servizio sistemi informativi del Comune di Ferrara. Un esperto, ma non solo. Una persona adattissima al ruolo che svolge, mansioni che sono cucite su di lui. È cosa rara negli enti pubblici. «Il Teatro Verdi - inizia De Luigi - sarà la centrale operativa, diciamo così, dell’intera rete digitale. Per certi versi, però - ammette - non sappiamo ancora bene cosa diventerà. Certo, il Comune ci aiuta, sindaco e giunta sanno meglio di noi che questo è il futuro». Ma, concretamente, cosa fate? «Innanzitutto diamo la possibilità di navigare nel modo migliore possibile». È il piano regolare del digitale. L’obiettivo è fissato, è lì, ci aspetta: un punto wi-fi ogni mille abitanti. Che vuol dire che Ferrara dovrà disporre presto di (circa) 130 punti di libera connessione. Aree industriali e scuole avranno (vista la loro importanza) qualche aiutino. Da anni una quindicina di questi punti wi-fi sono già storia: Piazza del Municipio, Piazza Trento e Trieste, Corso Martiri della Libertà, ed altri noti e notissimi. Altri sono stati aggiunti in corsa: Museo del Risorgimento e Palazzo dei Diamanti. Mobilità e turismo sono altri due pilastri: «Ma c’è anche - dice ancora De Luigi - una app grazie alla quale si possono segnalare problemi o disservizi al Comune. Chiunque può farlo. Il territorio comunale di Ferrara è, per estensione, il 13º in Italia - svela De Luigi - quindi occorre lavorare tanto e farsi venire idee buone». Ecco, allora, perché sono sempre più importanti gli incontri tra chi volteggia senza alcun problema tra queste app: perché più buone idee si metteranno assieme, meglio sarà. Teatro Verdi, si diceva. Visto che a Ferrara il solo nominarlo, ai più anziani, fa venire il morbillo, De Luigi è chiaro: «Il Verdi sarà una Hub (letteralmente in inglese fulcro, elemento centrale) della rete digitale». In informatica, un'applicazione mobile (nota anche, appunto, con l'abbreviazione app) è un'applicazione software dedicata a smartphone o tablet. Oggi esistono centinaia di migliaia di app: giochi, consultazione di riviste e quotidiani online, e poi ancora ascoltare la radio, fotografare e modificare le foto con particolari effetti grafici, trovare indirizzi e ottenere indicazioni stradali, ricevere informazioni turistiche, prenotare e acquistare biglietti del treno e dell'aereo o direttamente alberghi, seguire ricette e corsi di varia natura, condividere e scambiare informazioni, foto con i propri amici con le app dei principali social network. E non solo: dando anche voce a chi solitamente non ne ha. Perché non ha platea, perché non ha tribune o pulpiti. Si chiama già wi-fe, il wi-fi pubblico a Ferrara. E presto avrà una sua ramificazione regionale. Intanto, per i (tantissimi) che sono interessati, questi sono i recapiti telefonici per ottenere informazioni: 0532-419.770; o ancora 0532-419.590.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
