Guerriglia ai Baluardi Sassaiola e lance fai da te
Scontro tra gruppi rivali: due auto in sosta danneggiate da grosse pietre Una ventina le persone coinvolte, scontro nato da contrasti sulle aree di spaccio
Torna la guerriglia nella zona dei Baluardi, tornano le lotte tra bande rivali. Che si sia trattato di un regolamento di conti per questioni personali, o di uno scontro per il controllo delle aree dello spaccio, una cosa è certa: quella avvenuta giovedì sera all’angolo con via Quartieri è stata una rissa premeditata.
I due gruppi - di nordafricani secondo la segnalazione arrivata alla polizia - sono arrivati preparati alla lotta; chi ha portato sacchi pieni di decine di sassi, chi si è munito di armi rudimentali, come aste da scopa trasformate in lance.
Una ventina le persone coinvolte, sempre secondo le richieste di intervento arrivate al 113 da alcuni residenti: al loro arrivo le Volanti della polizia non hanno trovato nessuno, ma sul posto c’erano le tracce di una guerriglia che solo per un miracolo non ha lasciato feriti sul campo. I due gruppi non hanno esitato a usare le maniere forti: lo scontro si è subito trasformato in una violenta sassaiola, con pietre prelevate con ogni probabilità anche dalle vicine mura dei Baluardi.
Ad andarci di mezzo, nel lancio di sassi, sono state piuttosto un paio di auto in sosta; il bilancio è di un parabrezza andato in frantumi e specchietti retrovisori danneggiati, come hanno potuto amaramente constatare i proprietari.
L’intera area era disseminata di sassi e mattoni, a dimostrazione che le due bande non hanno lesinato colpi prima di disperdersi. Nella fuga, qualcuno ha abbandonato per strada due lance “artigianali”, costruite innestando lame di coltello in cima ad aste di plastica o di alluminio per scope. Nessuna traccia di sangue: le segnalazioni dei residenti, sempre più esacerbati da queste esplosioni di violenza e disordini, hanno contribuito a interrompere anzitempo la guerriglia, prima di arrivare a conseguenze irreversibili: è ancora viva nella memoria la spedizione punitiva nel sottomura che nell’aprile del 2012 costò la vita al tunisino Tarek Hamad, dissanguato da un colpo di katana.
È invece cronaca molto più recente la rissa scoppiata in via Baluardi poco prima di Natale, come ricorda il titolare della gelateria: «Erano in tanti, sono arrivati all’improvviso e li ho visto passare lungo la strada, uno di loro aveva anche un machete. Poi sono arrivate le forze dell’ordine e sono scappati. Giovedì sera no, non ho visto nulla, è successo molto lontano da qui».
Quella dei Baluardi resta una zona critica; le tensioni tra bande per il controllo dello spaccio sfociano in regolamenti di conti, e chi si batte è disposto a farlo all’ultimo sangue.
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