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Coronella: il paese delle associazioni punta sull’aggregazione

di Maurizio Barbieri
Coronella: il paese delle associazioni punta sull’aggregazione

Scambio di libri in farmacia, carri per carnevale e una sagra che valorizza i caplaz E i volontari civici fanno da deterrente contro i ladri: da mesi nessun furto in casa

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CORONELLA. Coronella, frazione di Poggio, conta appena 800 abitanti e ben quattro associazioni di volontariato, radicate e ramificate: Osservatori Civici, Polisportiva; Quant’è bella Coronella; Nuova Associazione Carnevale tutte unite da un comune denominatore ovvero fare il bene del paese e aggregare le persone. Giovedì ha ospitato la prima tappa dei Caffè con la Nuova.

A Coronella una buona parte dei nuclei familiari è venuta ad abitare in anni recenti favorita dalla vicinanza con Ferrara e dalla possibilità di poter trovare un alloggio a prezzi convenienti e del fatto che in paese si possono trovare i servizi essenziali ovvero la farmacia (dove esiste una sorta di biblioteca autogestita dalla stessa farmacia all’insegna dello slogan prendi un libro, lascia un libro), uno sportello bancario, la chiesa, il campo sportivo, la materna, un paio di bar ed una trattoria. Francesco Mocera è stato uno dei principali fautori della nascita degli osservatori civici il cui scopo è quello di controllare il territorio. «L’associazione è una felice scommessa - spiega - Nata non per sostituirsi alle forze di polizia ma per fare una sorta di telecamere mobili. I risultati? Da mesi non si registra un furto in casa».

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Loriano Vaccari dal 1978 organizza il carnevale in paese. È a capo della Nuova associazione carnevale. «Vorrei che ci fosse una maggiore collaborazione - esordisce - a volte si ricevono critiche distruttive. Fino alle tremende scosse di terremoto c’era una maggiore collaborazione, poi la situazione è cambiata. C’è anche un problema di risorse. Per l’affitto del capannone spendiamo 10 mila euro l’anno, il contributo del Comune è poco più e i soldi a volte arrivano in ritardo». «I problemi burocratici creano queste situazioni – ha spiegato il sindaco Garuti presente all’incontro assieme all’assessore Brunello – Per le associazioni è un problema».

Attiva da anni anche la Polisportiva Coronella, un centinaio i soci, che dal 1975 organizza la rinomata sagra dal caplazz. «Nel febbraio dello scorso anno ci siamo rinnovati - spiega Andrea Carletti che ricopre la carica di presidente (ha sostituito Olivio Bonora che l’ha guidata per decenni) - stiamo puntando sull’attività amatoriale. Abbiamo una squadra Amatori, un’altra Over 35, entrambe affiliate all’Uisp oltre ad una squadra di bimbi dagli 8 ai 10 anni ed una di calcetto Csi. Non è nostra intenzione affrontare campionati dilettantistici ma allargare il numero di sport e continuare a fare la sagra».

Tra le ultime nate tra le associazioni figura Quant’è bella Coronella. «Come gruppo siamo nati tre anni fa - spiega Giulio Lodi - ci si frequentava in parrocchia e il nostro intento era quello di far qualcosa per il paese. Siamo una trentina di soci e non abbiamo un consiglio direttivo e non chiediamo soldi ai cittadini. Organizziamo gite, burattini di qualità, lezioni di pesca per i bambini, Coronella sotto le stelle (tornerà il 18 giugno) e le visite di Babbo Natale. Lo scopo è quello di rendere più vivibile il nostro paese».

Antonella Bui sottolinea l’assenza di un punto luce in via Verga: «Non c’è un lampione e qualche tempo fa un’auto è finita nel fosso ed il conducente si salvò per miracolo».

L’Auser svolge i suoi servizi in tutto il territorio poggese. A dicembre 2016 ha compiuto i 20 anni di attività... Trentacinque i volontari, quattro automezzi a disposizione, tremila persone trasportate lo scorso anno. Servizi che riguardano anche il trasporto degli psicofisici gravi, noleggio degli ausili quali sollevatori, carrozzine, letti. «Ci scontriamo con un sistema he ha cercato di bastonare il volontariato - spiega Antonio Turola che è anche il vice presidente provinciale - vedi le multe inflitte per i rimborsi ai volontari. Se non ci sarà una presa di coscienza seria da parte della politica non se ne esce più». Critiche per i servizi di trasporto, bus e treni ridotti al lumicino.

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