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Nel Giorno del Ricordo l’omaggio a 10mila italiani

Il 10 febbraio le celebrazioni per i martiri delle foibe e quella pagina di storia Il vicesindaco Maisto: «Giusto che Ferrara assegni rilevanza a queste iniziative»

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Dopo il Giorno della Memoria, ecco quello del "Ricordo” dell'esodo dall'Istria di almeno 350mila italiani, due iniziative importanti per celebrare alcune tristissime pagine della nostra storia, come questa che intende rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale.

«Dopo un anno dalla intitolazione della Rotonda di Corso Isonzo - ha ricordato ieri il vicesindaco Massimo Maisto - dove il giorno 10 alle 12 andremo a porre una corona d'alloro, ringrazio Flavio Rabar presidente dell'Associazione nazionale Venezia Giulia Dalmazia, per aver organizzato un ricco e variegato programma di eventi molto partecipati che coinvolgono diverse scuole della città e della provincia. Non stiamo facendo un'operazione nazionalista - ha poi concluso - ma un progetto di pace; la tragedia nacque da un feroce nazionalismo italiano e da quello successivo; è facile infatti rispettare i diritti della maggioranza. Sono orgoglioso che Ferrara dia dal 2007 la giusta rilevanza a queste iniziative». Senza la collaborazione del Comune , dell'Isco, di Partigiani Cristiani, del Conservatorio Frescobaldi e di altre associazioni, la piccola Anvgd ormai con una quarantina di profughi (ma si possono iscrivere anche i simpatizzanti), non sarebbe stata in grado di promuovere tante iniziative e per questo il primo pensiero del presidente Rabar è di riconoscenza e di ringraziamento per chi lo sostiene. «Quest'anno - ha sottolineato - ricorre il 70º anniversario della Pace di Parigi con la quale passavano alla Jugoslavia l'Istria, Fiume, Pola e le isole di Cherso e Lussino mentre Trieste veniva divisa in due parti, una amministrata dagli Alleati che si ritirarono nel 1954 ed una dalla Jugoslavia per arrivare all'attuale sistemazione nel 1975; soprattutto da quella data iniziò l'esodo degli italiani che andarono incontro ad un destino piuttosto nebuloso e precario. Vogliamo ricordare le loro sofferenza con una serie di appuntamenti nelle scuole il primo dei quali a Codigoro il 9 febbraio alle 15.30 per parlare dell'avvocato Alceo Ranzato che fu anche vicesindaco e poi in Prefettura il 10 febbraio alle 16 con l'omaggio agli esuli istriani, durante il quale ci sarà il primo intervento musicale del Conservatorio G. Frescobaldi". I musicisti però saranno particolarmente impegnati sabato 11 dalle 16 a Palazzo Bonacossi per il tradizione concerto del Giorno del Ricordo; il 12 febbraio in Duomo alle 10.30 l'arcivescovo celebrerà la messa mentre il 24 febbraio al Vergani conferenza di Davide Rossi dell'Università di Trieste e dello storico ferrarese Enrico Trevisani.

Margherita Goberti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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