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“Train to be cool” La Polfer a scuola incontra gli studenti

“Train to be cool” La Polfer a scuola incontra gli studenti

PORTOMAGGIORE. “Train to be cool” è il nome del nuovo progetto di educazione alla legalità destinato agli alunni delle scuole superiori, promosso dal servizio di polizia ferroviaria del ministero...

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PORTOMAGGIORE. “Train to be cool” è il nome del nuovo progetto di educazione alla legalità destinato agli alunni delle scuole superiori, promosso dal servizio di polizia ferroviaria del ministero dell’interno in collaborazione col ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca che ha come obiettivo la diffusione della sicurezza in ambito ferroviario. Un paio di giorni fa gli agenti hanno fatto visita agli alunni delle classi I e II dell’istituto tecnico economico e tecnologico di Portomaggiore. Il titolo del progetto, volutamente in inglese, richiama la duplice accezione di “train”, parola intesa sia come treno sia come formazione quale strumento per essere “cool” ovvero “giusti”, “alla moda”; termine entrato ormai di diritto nel vocabolario giovanile. L’iniziativa, curata da ispettori della polizia ferroviaria in servizio al compartimento Polfer Emilia Romagna, si è rivolto a quattro classi ed è stato realizzato grazie alla sensibilità del dirigente scolastico, Francesco Borciani, e alla collaborazione dei vari docenti; in particolare a quella di Mauro Bertoni. Ma in cosa consisteva l’incontro? L’attività si è suddivisa in varie parti; la prima, introduttiva dedicata all’istruzione dei compiti istituzionali della polizia di Stato e, in particolare, della polizia ferroviaria; una seconda parte è stata dedicata ai modelli comportamentali da adottare nell’ambito ferroviaria con specifico riferimento agli utenti adolescenti.

Il progetto “Train to be cool” è stato ideato tre anni fa, all’inizio del 2014, anche per contrastare l’uso distorto di internet e social network che spesso incentiva comportamenti scorretti e condotte spericolate anche in ambito ferroviario. L’incontro a Portomaggiore è stato pensato e organizzato in seguito a diverse segnalazioni da parte di utenti e pendolari che hanno a più riprese sottolineato comportamenti scorretti in stazione. Quali? Un esempio su tutti: l’attraversamento dei binari in superficie sulla massicciata ferroviaria, nonostante esista l’apposito sottopassaggio per passare da una banchina all’altra in sicurezza.

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