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Addetto municipale accusa di mobbing il Comune di Bondeno

Addetto municipale accusa di mobbing il Comune di Bondeno

Il dipendente chiede un risarcimento di 48mila euro L’ente non ci sta. Martedì udienza nel tribunale civile

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BONDENO. Un dipendente accusa di mobbing il Comune e chiede un cospicuo risarcimento. Accade a Bondeno e ora spetterà al giudice stabilire se il dipendente municipale che si è rivolto al Tribunale civile di Ferrara ha ragione, oppure no. Per il momento, l’unica cosa certa è che il Comune ha intenzione di resistere davanti al giudice, valutando «la richiesta risarcitoria avanzata dal dipendente del tutto infondata e pretestuosa.» In attesa che la giustizia faccia il proprio corso, fa specie la somma richiesta per il risarcimento: circa 48mila e 461 euro, «o nella diversa - minore o maggiore - somma ritenuta», da parte del giudice.

Il presunto caso di mobbing - cioè una serie di comportamenti che tendono a fare diventare la vita difficile (se non impossibile) al dipendente, in un luogo di lavoro, fino in qualche caso alle estreme conseguenze delle dimissioni dello stesso lavoratore - si sarebbe concretizzata nel 2015, nel finire della legislatura più corta della storia matildea, con un sindaco facente funzioni che ha traghettato il Comune verso il voto. Per la precisione, l’11 febbraio di quell’anno, un dipendente del Comune aveva presentato ricorso (ai fini dell’ex articolo 409 del cpc) contro l’ente per cui lavorava. Chiedendo che «fosse accertato – si apprende da documenti del municipio – come egli sia stato fatto illegittimamente oggetto di una condotta di mobbing, da parte del datore di lavoro e, conseguentemente, chiedeva che il Comune fosse condannato al pagamento dei danni subiti». Quantificati, appunto, in 48mila e 461 euro. Preso atto della relazione redatta dal dirigente di settore, e tuttora conservata agli atti dall’ente, il municipio aveva giudicato «infondata e pretestuosa» la richiesta risarcitoria, autorizzando l’allora sindaco facente funzioni, Cristina Coletti, a resistere in giudizio di fronte al ricorso.

Il 30 gennaio scorso, il legale incaricato dal Comune di occuparsi della vicenda ha avvertito l’amministrazione che il giudice ha fissato per martedì 7 febbraio l’udienza per il conferimento dell’incarico a un consulente tecnico. Facendo peraltro presente la necessità – accolta dal Comune – di nominare un proprio consulente di parte. Si preannuncia, insomma, una dura battaglia, a colpi di perizie e carte bollate.

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