Cassa integrazione Ferrara è terza in Italia
Rapporto Uil: in un anno la richiesta ore è più che raddoppiata in provincia Il dato nazionale è in controtendenza, ma il motivo non è la ripresa
Con un preoccupante +106,5%, Ferrara si piazza al non invidiabile terzo posto tra le province italiane per incremento delle ore di cassa integrazione autorizzate nel 2016 rispetto al 2015. Le crisi che hanno interessato le grandi aziende storiche del nostro territorio - Berco e Vm su tutte - hanno portato il Ferrarese su uno scomodo podio, condiviso con Livorno (+148,6%) e Avellino (+131,1%). Al polo opposto della classifica Potenza, che invece registra un calo del 75,6%. Il dato è contenuto nel 12º rapporto Uil sulla cassa integrazione in Italia, uno strumento utile a comprendere sia lo stato di salute del nostro sistema produttivo, sia il modo in cui la crisi e la poca crescita impattano sulla tenuta delle imprese, con conseguenti effetti sulla disoccupazione. Il risultato ferrarese appare ancora più allarmante se confrontato a un calo generalizzato di utilizzo della cassa integrazione a livello nazionale anche se i motivi di questo decremento potrebbero non essere del tutto positivi. Nell'anno appena trascorso infatti la cassa integrazione straordinaria ha assorbito 387 milioni di ore (pari al 66,5% del totale annuo), la cassa integrazione ordinaria 137,6 milioni e la cassa in deroga 57,2 milioni, con una flessione generalizzata, rispetto al 2015, rispettivamente del -3,3%, -25,2% e -41,9%.
«Stante lo stato di stagnazione economica in cui versa il nostro Paese - sottolinea il segretario confederale Uil Guglielmo Loy - sembra difficile sostenere che il decremento avutosi nel 2016 sia riconducibile a una ripresina economica. Ben più attendibile sembra essere, purtroppo, l'effetto prodotto dalle recenti riforme degli ammortizzatori sociali (Fornero e Jobs Act) che, nel 2016, hanno visto la combinazione della progressiva scomparsa della deroga e un aumento dei costi per l'utilizzo degli ammortizzatori sociali. Inoltre, sempre nel 2016, si è assistito anche a un fermo amministrativo, in particolare riguardante la cassa integrazione ordinaria, che ha condizionato, ritardandola, la concessione delle richieste di integrazione salariale anche per periodi di oltre 6 mesi».
Ciononostante, nell'anno appena trascorso sono stati mediamente salvaguardati oltre 285 mila posti di lavoro.
Nell'analisi dei dati territoriali, il calo delle ore autorizzate di cassa integrazione ha interessato tutte le macro aree: -24% il Mezzogiorno, -14,4% il Nord e -6,1% il Centro.
Solamente quattro regioni hanno richiesto più ore che nel 2015: Valle d'Aosta (+33,7%), Calabria (+13,1%), Emilia Romagna (+6,1%) e Toscana (+5,4%), a fronte della Basilicata che ha registrato il più alto decremento di ore (-68,7%).
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