Crollo di quotazioni per i seminativi Orticole “dimezzate”
Il bilancio dell’annata agraria durante le Riunioni Zonali Scaramagli (Confagricoltura): il prodotto top resta pera
La campagna è a riposo, non altrettanto i suoi operatori. Anche quest'anno sono stati diversi gli appuntamenti che a gennaio hanno impegnato Confagricoltura Ferrara con le “Riunioni Zonali”. Gli incontri si sono tenuti a Bondeno, Consandolo, Codigoro, Tresigallo, Sant'Agostino, Ferrara e Copparo. Confagricoltura Ferrara, come da tradizione, con l'intento di mantenere saldi i rapporti con il territorio, si è recata nei vari Comuni all'incontro con i propri associati per fare il punto sull'andamento dell'annata agraria 2016 e sulle prospettive per quella appena iniziata. Molti i temi di stretta attualità analizzati dal presidente di Confagricoltura Ferrara Pier Carlo Scaramagli, dal direttore Paolo Cavalcoli, dal responsabile del Servizio Fiscale Germano Zecca e dal responsabile del Servizio Tecnico Lorenzo Zibordi e numerosi sono stati gli agricoltori che hanno partecipato. Durante i suoi interventi, il presidente Scaramagli ha presentato un'analisi dettagliata del settore agroalimentare del territorio ferrarese. Utilizzando alcuni dati di Eurostat dai quali risulta che il reddito agricolo europeo 2016 ha segnato un meno 2 punti rispetto al 2015, il presidente ha sottolineato come nel nostro Paese il reddito degli agricoltori sia invece calato del 7,7%. A livello provinciale Scaramagli si è soffermato sul dato che fotografa, dal 2000 al 2016, «un calo delle aziende agricole pari al 44% e sul numero delle aziende gestite da giovani sotto i 40 anni, ancora fermo al 9% del totale». Il presidente ha poi analizzato il comparto seminativo, soffermandosi in particolare su quello cerealicolo che ha visto «per il grano, tenero e duro (in continuo segno meno dal 2012), un vero e proprio crollo delle quotazioni». «Per quanto riguarda le nostre orticole, maggior sofferenza ha subito il mercato delle carote, con una riduzione del 50% del prezzo rispetto al 2015, ma di segno meno anche melone, fragola, pomodoro e patate; un lievissimo segno più solo per i cocomeri. Per quanto riguarda il settore frutticolo è bene ricordare che l'Emilia Romagna detiene, con il 65%, il primato in Italia della produzione di pere, anche se dal 2000 si assiste ad una progressiva flessione del consumo nazionale. Nel 2016 per William, Conference, Abate e Kaiser, a fronte di una minor produzione, si è registrata una Plv positiva rispetto all'anno precedente». «Fino a qualche mese fa non esisteva una marca di pere nota ai consumatori: molto ancora si può e deve fare per connotare e promuovere la produzione regina del nostro territorio; a novembre Ferrara ospiterà il salone internazionale della pera e questo sarà un importante appuntamento per fare promozione e creare le condizioni per meglio aggredire il mercato nazionale e internazionale». Durante i sette incontri il presidente Scaramagli non ha mancato di soffermarsi sulle iniziative in programma nel 2017: manifestazioni e convegni dedicati all'aggiornamento, all'innovazione e sperimentazione in agricoltura, nonché alla promozione e valorizzazione dei prodotti del territorio ferrarese.
Andrea Tebaldi
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