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L’ex sindaco di Goro guarda verso Comacchio

di Annarita Bova
L’ex sindaco di Goro guarda verso Comacchio

Rino Conventi pronto a guidare i pescatori: hanno bisogno di essere ascoltati «La situazione politica ricalca quella nazionale, partiti divisi e tanti candidati»

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COMACCHIO. «È risaputo che prima delle elezioni comunali avrà luogo una commedia scritta da me, opera che ne è la parodia: “Il Futuro è già Passato?”. È un testo paradossale che pensavo incarnasse tutte le contraddizioni, gli anatemi e le furberie cui sarebbe disposto qualcuno per diventare primo cittadino di Comacchio».

Come da suo stile, l’ex sindaco di Goro Rino Conventi entra in scena in maniera molto particolare annunciando, o meglio non smentendo, la volontà di tornare su quella poltrona in un comune diverso. Sostenuto da chi? Dai pescatori, «da coloro che da sempre chiedono di essere ascoltati e le cui voci si perdono però nell’aria».

Ed è sempre Conventi a spiegare che «la commedia avrà sicuramente luogo ma man mano che procede la campagna elettorale che non c’è, mi accorgo di essere stato molto parsimonioso con la fantasia, mentre avrei potuto osare molto di più - dice -. La situazione attuale comacchiese ricalca a grandi linee quella italiana, se vogliamo: i partiti divisi fra di loro ed al loro interno e, soprattutto, un numero esponenziale di potenziali candidati a sindaco, tale da far impallidire una megalopoli».

Rino Conventi, nato e cresciuto a Goro, a Comacchio ci abita “solo” da dieci anni «e, francamante, non tutti i processi mentali che governano le svariate vicende di cui è formata la civica convivenza, li ho ancora assimilati perfettamente; infatti, a questo proposito, amici che a Comacchio ci sono nati, mi suggeriscono che la “proliferazione sindacale” è figlia di logiche troppo spesso personali, di individui i cui interessi sono palesi, gente che ambisce non tanto a vincere - troppa fatica, troppo tempo da perdere rispetto alle proprie professionalità- quanto ad occupare un posto in quell’angusta ma ambita sala consiliare, i cui orizzonti politici (e di altra natura, evidentemente), devono essere assai più ariosi». E va avanti, «qualcuno mi suggerisce di scrivere il seguito della commedia che verrà presentata ad aprile al Teatro Stimmate e al Teatro parrocchiale di S. Giuseppe, un sequel il cui titolo sia più o meno “Fam de na musgà enca mei” (fate mangiare anche me), emblematico di un clima che non ha bisogno di essere spiegato a nessuno dei residenti (e probabilmente, neppure a chi non conosce il comacchiese)».

Infine, «il mio sindaco immaginario, Gianliborio Samaritani, con la sua “Lista Cinica, la lista di chi non guarda in faccia a nessuno”, se si candidasse sul serio, a questo punto potrebbe ambire a una “musgà enca leu». Ovvio che nella realtà, urgano immediati provvedimenti». A breve il nome (e i nomi) della lista di Rino Conventi.

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