«Convinti fosse il terremoto siamo scappati tutti fuori»
Sconvolti dopo le ore fuori casa i vicini cercano di tornare alla normalità «Ho preso l’estintore e sono entrato. In quella stanza non si respirava»
CENTO. «Sono viva per miracolo. Venite, entrate e scusate se siamo ancora in alto mare ma è stata una notte tremenda». I signori Fogli abitano in un appartamento al quarto piano, dal lato opposto del pianerottolo rispetto a quello dove è avvenuta l’esplosione. «Siamo tornati a casa attorno a mezzanotte - racconta la donna - e appena entrati nel portone il boato, la roba che cadeva di sotto, i vetri rotti. Abbiamo pensato al terremoto, ci siamo guardati intorno ma non si muoveva nulla». Le urla nelle scale, la richiesta d’aiuto. «Mio marito ha capito ed è salito, ha preso l’estintore ed ha aiutato quel ragazzo a spegnere le fiamme. Ma parlate con lui, così vi racconta». Ha la faccia stravolta il signor Fogli: «Ancora non ho ben capito cosa sia successo, a dire il vero - spiega - Quando sono entrato in quella casa, la cucina era invasa dal fumo, si faceva fatica a respirare. Ho preso l’estintore e intanto sono arrivati i vigili del fuoco. Ho gridato solo di non aprire le finestre perché l’ossigeno avrebbe alimentato le fiamme. Sarà la volta buona che qualcuno penserà a mettere fuori i nostri contatori perché se succede qualcosa non si può arrivare a chiuderli...».
Continua a guardare verso l’alto Fausto Cotti e non riesce a darsi pace: «Ho pensato al terremoto, ero convinto che fosse tornato. E come me quasi tutti gli altri (nel palazzo abitano oltre cinquanta persone), tanto che ci siamo trovati tutti fuori. Nel giro di poco abbiamo capito, ma è stato tutto veloce...i vigili dle fuoco, i carabinieri, le ambulanze. Abbiamo pensato ad una tragedia, per fortuna nessuno alla fine si è fatto male».
Parla dietro il cancello di ferro la signora che abita proprio davanti all’appartamento preso in affitto dalla famiglia di Patrizia Maggio: «Io non sono uscita, abito da sola ed ho paura. Vede, non apro nemmeno adesso. Ero a letto a guardare la televisione quando ho sentito il botto e tutto ha iniziato a tremare. Mi sono sentita svenire perché non è facile stare da soli, qui al quinto piano e pensare al terremoto. Ho aperto la porta, mi sono affacciata e ho capito...ma non ho aperto, non si sa mai ed abito da sola».
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