Esplosione in una casa. Muro addosso alla bimba
Cento, una famiglia di quattro persone portata in ospedale per accertamenti. Lo scoppio causato da una fuga di gas e da un cortocircuito
[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:ferrara:cronaca:1.14835736:Video:https://video.gelocal.it/lanuovaferrara/locale/esplosione-di-cento-un-vicino-sembrava-ancora-il-terremoto/67717/68137]]
CENTO. Mezzanotte e qualche minuto: in via Carpeggiani 5 a Cento il terrore ha bussato a diverse porte l’altra notte. Un boato fortissimo ha fatto saltare da letti e poltrone decine di famiglie, convinte che il terremoto fosse tornato a fare visita. In realtà a far tornare l’incubo, una violenta esplosione all’interno di un appartamento al quinto piano del grande palazzo. «Stavamo guardano la televisione - racconta pallido Enrico Messina che nella casa vive con la mamma Patrizia Maggio, la compagna Vanessa Aruta e la piccola Martina di 4 anni - io ero sulla porta, loro sedute attorno al tavolo. Ho sentito un rumore assordate e le ho viste volare contro la cucina, con il muro che si è letteralmente staccato ed è andato in frantumi.
[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:ferrara:foto-e-video:1.14834496:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/ferrara/foto-e-video/2017/02/06/fotogalleria/cento-un-boato-nella-notte-1.14834496]]
Non ho capito più niente, tremendo, davvero tremendo». Magrissimo e visibilmente provato, Messina va avanti e indietro, scava con la mani tra i calcinacci e tira fuori pian piano un telefonino, un gioco della bimba e la statua di san Felice, «il patrono della mia città» rotto in due parti impossibili da rimettere insieme con le mani che tremano come foglie. «Siamo qui da poco, sei mesi circa, abbiamo preso questo appartamento in affitto - va avanti - Nei giorni scorsi mia mamma e la mia compagna hanno lamentato odore di gas e sono venuti anche a controllare ma sembrava essere tutto a posto. In realtà adesso le cose sono più chiare». Dietro la parete crollata, fatta di mattoni vuoti, ne è rimasta in piedi un’altra e tra le due un’itercapedine di circa 15 centimetri. Nella stessa passavano i tubi del gas che andavano a finire molto probabilmente nella vecchia caldaia spostata nel tempo. Visibile anche un impianto elettrico da cui, molto probabilmente (ma ancora le cause dello scoppio non sono state accertate dai vigili del fuoco) è partita la scintilla che ha innescato l’esplosione considerato che l’intercapedine era chiusa e quindi senza contatto diretto con l’aria esterna.
[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:ferrara:cronaca:1.14835728:Video:https://video.gelocal.it/lanuovaferrara/locale/esplosione-in-appartamento-a-cento-parlano-gli-inquilini/67715/68135]]
«Non riesco a riprendermi, è stato tutto così improvviso - va avanti l’inquilino - Le ho chiamate, tutte e tre, ho visto che riusciano a stare in piedi, ho preso la bimba in braccio e le ho portate sul pianerottolo e ho preso l’estintore, quello condominiale. Sono tornato dentro senza nemmeno pensare e ho iniziato a spegnere le fiamme che intanto erano divampate». Qualcuno nel frattempo ha chiamato i vigili del fuco che sono arrivati immediatamente sul posto assieme ai carabinieri di Cento. Nel frattempo anche un altro signore, residente nel condominio al quarto piano, è salito con l’estintore e il fuoco in breve tempo è stato domato. Solo a scopo precauzionale la famiglia è stata accompagnata in ospedale a Cento. Vanessa Aruta si è fatta male ad un braccio e ne avrà per almeno 20 giorni, mentre per fortuna la piccolina è rimasta illesa. «Mi hanno detto i vigili del fuoco che il tavolo l’ha in qualche modo protetta...non ce la faccio, non voglio nemmeno pensarci».
A causa dell’esplosione, tutti i vetri della veranda e parte della stessa sono andati in frantumi, cadendo di sotto con volo di almeno dieci metri, e sono arrivando direttamente davanti al portone del condomino. Da mezzanotte alle 4 del mattino, i vigili hanno cercato di mettere in sicurezza l’appartamento, valutando poi per l’agibilità dello stesso. Una parte consistente di calcinacci è stata momentaneamente sistemata sul pianerottolo, mentre per lo smaltimento del resto ci vorranno alcuni giorni. «La casa è a soqquadro, c’è polvere ovunque e tante cose sono andate distrutte. Pian piano cercheremo di fare ordine, di tornare alla normalità ma non sarà semplice. L’immagine di mia figlia in braccio, con gli occhi sbarrati e nemmeno una lacrima, tutta sporca di polvere bianca non la dimenticherò mai, mai. Adesso dobbiamo solo ringraziare il signore perché siamo ancora tutti vivi».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
