Cinque auto bruciate in un magazzino
Valle Pega, il racconto dei proprietari: il fuoco ha divorato tutto in breve tempo
COMACCHIO. Un corto circuito partito dal motorino di avviamento di una delle 5 autovetture parcheggiate all’interno di un capannone è la causa certa del pauroso incendio, che si è sviluppato domenica sera in Valle Pega, lungo la strada Istria. Intorno alle 21.30 il dispositivo a bordo di una delle automobili, capace di rilevare anomalie, ha lanciato un segnale sul cellulare della nipote di Giuseppino Cavallari, pensionato comacchiese, proprietario del capannone. «Immediatamente mia nipote, che abita di fianco a me con la famiglia di mio fratello, si è precipitata nel capannone - racconta Cavallari -, ma ormai le fiamme avevano divorato tutto».
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A quel punto la famiglia Cavallari compone il numero d’emergenza dei carabinieri, che a sua volta attivano la chiamata al distaccamento dei vigili del fuoco di Comacchio. In pochi minuti giungono sul posto due squadre di pompieri con auto-pompa-serbatoio e due pattuglie dei carabinieri, l’una del Nucleo operativo e radiomobile e l'altra della stazione di Comacchio. «I vigili del fuoco sono stati bravissimi - prosegue Cavallari - e in poco tempo con schiumogeno e acqua sono riusciti a spegnere l’incendio. Noi per fortuna stiamo tutti bene, non abbiamo respirato fumo, ma siamo rimasti all’aperto durante l’intervento, perché c’era il timore che le fiamme potessero propagarsi all’abitazione».
Il portone in ferro del capannone è riuscito a resistere al calore sprigionato dal fuoco, mentre nel capannone restano i rottami di 5 autovetture, due Fiat Panda, una Opel Corsa, una Ford Fiesta e una vecchia Ford Focus. Sono andati distrutti anche un caricatore per barbabietole con benna e altri oggetti custoditi nel magazzino agricolo, trasformato in garage. Il danno stimato si aggira sui 15-20mila euro. Naturalmente la struttura è stata resa inagibile dai vigili del fuoco che, a seguito del primo sopralluogo, hanno già escluso cause di natura dolosa. Una scintilla avrebbe innescato un corto circuito dunque, provocando l’incendio che da un’autovettura si sarebbe propagato alle altre 4 in sosta. Nei prossimi giorni sono attesi altri sopralluoghi da parte dei vigili del fuoco, incaricati delle indagini. «Ci siamo spaventati per i botti che si sentivano arrivare dal capannone - conclude Cavallari -, forse dovuti allo scoppio dei pneumatici. Ma per fortuna il fuoco e il fumo si sono fermati al capannone».
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