L'outlet parte a metà e senza i big
Si punta a negozi di livello medio-alto e ai turisti cinesi. Avvio con massimo trenta aperture
OCCHIOBELLO. Sarà un outlet poco somigliante ai colossal tradizionali, tipo Serravalle Scrivia o Barberino, quello che andrà ufficialmente ad aprire il 12 aprile a Occhiobello. La formula scelta dal Deltapo family destination, questa la denominazione dell’outlet a pochi chilometri dal centro di Ferrara, è infatti un mix merceologico ampio, food compreso, e imperniato sulla fascia premium (il livello medio-alto per un outlet), senza un nocciolo significativo di grandi firme, che punta anche sull’offerta d’intrattenimento e di attrazione turistica grazie alla certificazione ufficiale cinese Welcome Chinese. Il tutto integrato da un coinvolgimento intensivo del territorio, come testimonia la convenzione con il Comune di Occhiobello messa a punto nel vertice di venerdì mattina. La scelta è stata in parte obbligata, perché il modello tradizionale degli outlet, basato sulla capacità di attrazione di marchi tipo Armani, è ormai difficilmente replicabile e, nel caso del Polesine, proprio fuori portata. Le chiusure dei negozi delle grandi firme non sono infatti compensate da altrettante aperture, anche perché le garanzie chieste sono considerevoli, nell’ordine di milioni di contatti annui garantiti e, non di rado, di scontistiche e contributi. Per Deltapo c’è poi la difficoltà ulteriore della vicinanza con l’outlet McArthurglen di Noventa Vicentina, che impedisce alle griffe eventualmente interessate a Occhiobello di raddoppiare la presenza in strutture di questo tipo.
[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:ferrara:cronaca:1.14840193:Video:https://video.gelocal.it/lanuovaferrara/locale/ecco-come-sara-l-outlet-di-occhiobello/67107/67524]]
La fase di ulteriore incertezza innescata dall’ennesimo ricorso al Tar delle associazioni dei commercianti rodigine, per di più, ha innescato qualche preoccupazione tra i potenziali insedianti, tanto che gli organizzatori della Occhiobello Outlet Village si stanno predisponendo ad un’apertura “modulare”. Il 12 aprile aprirà probabilmente un primo blocco di negozi, tra i venti e i trenta, per far salire il numero al 75-80% del totale di 74 vetrine entro il 31 dicembre. Anche le assunzioni saranno graduali, a regime nel 2018 dovrebbero essere circa 300, tra addetti alle vendite, cassieri, responsabili, addetti al merchandiser e alla ristorazione. Sono stati nel frattempo definiti i contenuti della convenzione con il Comune polesano che, secondo i conteggi del sindaco Daniele Chiarioni, vale 130-150mila euro l’anno per un lustro, «la riprova dell’impegno nei confronti del territorio di questi imprenditori». Parte della somma sarà impegnata per garantire una maggiore presenza dei Vigili urbani di Occhiobello e Stienta nella gestione della viabilità attorno allo svincolo autostradale, «all’inizio pensiamo di utilizzare gli straordinari, poi vedremo se è il caso di potenziare l’organico» ragiona Chiarioni.
C’è la volontà di potenziare il trasporto urbano, con corse in più verso l’outlet della linea Santa Maria Maddalena-Occhiobello, e resterà a disposizione dell’amministrazione il salone dell’outlet (prossimo utilizzo i nuovi gemellaggi). La convenzione, che passerà al più presto al vito della giunta comunale, prevede poi forme di finanziamento per le attività del territorio polesano: si va da 20mila euro l’anno, sempre per cinque anni, alle iniziative del Distretto Eridania, l’istituzione che governa il distretto commerciale di Santa Maria; fino ai 40mila euro al forum delle associazioni, passando per finanziamenti diretti alle scuole e borse di studio per gli studenti più meritevoli. La convenzione fa parte degli obblighi che Occhiobello Outlet village ha preso nei confronti dell’amministrazione comunale, al momento del rilascio delle concessioni.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
