Il ruolo di vecchia Fondazione e quello dei due ‘tecnici’ Carife
Da una parte Piero Puglioli e Guido Reggio, ex vertici di vecchia Fondazione Carife, epoca 2011; dall’altra due ‘tecnici’ di Carife, ritenuti braccio destro e sinistro dei vertici aziendali, Michele...
Da una parte Piero Puglioli e Guido Reggio, ex vertici di vecchia Fondazione Carife, epoca 2011; dall’altra due ‘tecnici’ di Carife, ritenuti braccio destro e sinistro dei vertici aziendali, Michele Sette e Davide Filippini (rispettivamente, direttori settori Finanza e Commerciale). Su queste 4 posizioni si sono concentrate le attenzioni di questi mesi di procura e finanza e da loro, se lo vorranno - interrogatori fissati la prossima settimana - potranno giungere le spiegazioni per chiarire i dubbi degli inquirenti. Dubbi innescati dagli interrogatori e dalle testimonianze raccolte questa estate dai primi 21 indagati e dai riscontri ottenuti alle ipotesi di procura e finanza. Perchè come già accennato, il “motore” della sottoscrizione incrociata, diventata bancarotta patrimoniale, è all’interno di vecchia Carife, mentre vecchia Fondazione aveva avuto il ruolo di garante con Banca Italia per l’intera operazione: se non si fosse raggiunta la quota stabilita (150 milioni), vecchia Fondazione sarebbe intervenuta con la garanzia di investitori esterni. Ma alla fine restò alla finestra: perchè? Puglioli e Reggio potranno spiegarlo agli inquirenti.
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