Le piene di tre fiumi nelle casse di espansione
Gli impianti del Consorzio della Bonifica Renana a pieno ritmo per smaltire le acque in eccesso di Reno, Idice e Sillaro. Per il personale turni di 24 ore
ARGENTA. I circa 150 millimetri di pioggia caduti sull’Appennino Bolognese, sommati agli altri 50/60 del comprensorio del Consorzio della Bonifica Renana ai quali vanno aggiunti i millimetri dell’altra pioggia caduta copiosa in pianura, un mix di coincidenze che hanno generato uno stato d’allerta all’interno dello stesso Consorzio. Infatti, dall’ 1 di lunedì, tutto il personale della Bonifica Renana sta effettuando turni di 24 ore su 24. Una scelta oculata e preventiva decisa dai vertici del Consorzio in modo da avere tutto il persone disponibile sia all’impianto “Saiarino”(il cuore, la sala operativa della Renana ad Argenta), sia in quello di Vallesanta. Non solo, da ieri mattina alle ore 8 altri tecnici hanno acceso le pompe dell’idrovoro “Bassarone” che consente di immettere acqua nell’omonima cassa di espansione. Come detto scelte ponderate, basate su anni di esperienza in quanto, la concomitanza di questa enorme quantità di acqua caduta nelle ultime 24 ore, si “tocca con mano”; è sufficiente guardare sia il fiume Reno dal ponte sulla via Cardinala(la provinciale che collega Argenta a Campotto), sia il canale della Botte che l’emissario Lorgana e soprattutto i torrenti Idice e Sillaro che sovrastano l’abitato di Campotto che si ha la dimensione di quanta acqua si sta cercando di smaltire. Va detto poi, che sia nell’ Idice che nel Sillaro, sono state registrate due doppie ondate di piena o meglio ancora, due “gobbe”(come vengono chiamate in gergo le altezze massime delle veloci piene di questi due torrenti) che si spera riescano a defluire nel Reno prima ancora che arrivi la piena proveniente da Cento che era attesa nella serata di ieri. Di fronte a questo mix di coincidenza, i tecnici del Consorzio della Bonifica Renana, hanno già effettuato delle manovre idrauliche preventive proprio per evitare di trovarsi “con l’acqua alla gola” quando arriverà la piena del Reno. Per questo motivo, è stato alzato e di molto il livello dell’acqua nel canale della Botte in modo che le porte vinciane ne consentano l’uscita in Reno; non solo, anche attraverso altre canalizzazioni, sono state accese le pompe dell’idrovoro Bassarone per immettere acqua nella cassa di espansione. L’altra incognita riguarderanno i tronchi e le ramaglie degli intoccabili alberi del Reno: con la piena si incastreranno fra le pile del ponte a Santa Maria Codifiume e soprattutto in località Ponte Bastia che separa il confine tra le province di Ferrara e Ravenna? Le condizioni meteo notevolmente migliorate già nella mattinata di ieri costituiscono un valido aiuto nello smaltimento di questa piena.
Giorgio Carnaroli
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