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Bergamini, verso la terza indagine

Bergamini, verso la terza indagine

Dopo 28 anni la procura chiede la riesumazione del corpo dopo l’istanza dei familiari e una consulenza tecnica

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BOCCALEONE. Una morte avvolta nel mistero, benché siano passati 28 anni, quella di Donato Denis Bergamini, il calciatore del Cosenza travolto da un camion il 18 dicembre 1989 lungo la statale 106, all’altezza di Roseto Capo Spulico. Due inchieste non sono servite a sgombrare il campo da dubbi e perplessità per quello che per molti è stato troppo frettolosamente archiviato come suicidio. Adesso, con ogni probabilità, una terza inchiesta della Procura della Repubblica di Castrovillari proverà, una volta per tutte, a stabilire se il calciatore di Boccaleone si sia veramente tolto la vita gettandosi sotto il camion o se quella fu una messinscena per coprire un omicidio. A chiedere al gip di poter riaprire le indagini, e contestualmente riesumare i resti del calciatore, è stato il procuratore di Castrovillari Eugenio Facciolla. Una decisione, la sua, presa in considerazione dell’istanza avanzata dai legali della famiglia Bergamini - che non si è mai arresa all’idea che Denis abbia volutamente scelto di morire - ed alla luce di una consulenza tecnica che evidenzierebbe una discrasia tra l’orario ufficiale della morte e quello che in realtà potrebbe essere stato. Non è la prima volta che la Procura torna ad occuparsi del caso Bergamini. Una prima volta - dopo l’inchiesta immediatamente successiva alla morte conclusa con causale suicidio e l’assoluzione del camionista dall’accusa di omicidio colposo - è stata nel 2011 e nel dicembre 2015, il gip, su richiesta della Procura, dispose quindi l'archiviazione perché «dall'esame del copioso materiale investigativo e dalla disamina dei vari accertamenti eseguiti, è emersa l'infondatezza della notizia di reato, da intendersi come assoluta mancanza di elementi di prova efficacemente rappresentativi della sussistenza del delitto». Ma la famiglia del calciatore non si è arresa ed ha chiesto un incontro col nuovo procuratore di Castrovillari, Facciolla, che adesso ha chiesto di riaprire le indagini. A sollevare dubbi sulla reale dinamica dei fatti sono stati, in tutti questi anni, una serie di elementi oltre a conclusioni medico-legali. Perché - si sono chiesti, per esempio, i familiari - i mocassini, l'orologio e la catenina che Denis aveva indosso non hanno subito danni nonostante il trascinamento del corpo? Ma a sollevare i dubbi più pressanti è una perizia medico legale secondo la quale il calciatore era già morto quando il camion lo investì. Dubbi che la nuova inchiesta punta a chiarire una volta per tutte.

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