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Il cadavere fu trovato bruciato

Il cadavere fu trovato bruciato

Il rinvenimento nel 2008, ora l’epilogo dopo 9 anni tra indagini e processi rifatti

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Il corpo semicarbonizzato della giovane romena Paula Burci venne trovato a Zocca di Ro, lungo la golena del Po, il 24 marzo del 2008 da una coppia di fidanzati che stava facendo una passeggiata. Era il giorno di Pasquetta. Il rinvenimento fu sconvolgente e ci volle del tempo per individuare l’identità della vittima. Grazie a un cliente della giovanissima prostituta, che ne aveva segnalato l'improvvisa scomparsa dalla zona di Ingegneria a Ferrara dove la giovane lavorava, i poliziotti della squadra mobile ferrarese erano riusciti a identificarla e le successive indagini coordinate dal pm Barbara Cavallo avevano portato a individuare i suoi sfruttatori, Sergio Benazzo, un idraulico di Villadose (Rovigo) e la sua convivente romena Gianina Pistroescu, poi imputati per l'omicidio della ragazza in concorso con altre persone rimaste ignote.

È stato un lavoro di indagini comparate che ha portato ad individuare i responsabili dell’efferato delitto che a quel tempo erano conviventi.

Il 17 luglio del 2012 la Corte d'Assise di Ferrara aveva condannato Benazzo e Pistroescu all'ergastolo, condanna confermata il 7 giugno 2013 dalla Corte d'Assise d'Appello di Bologna. Ma il 17 luglio del 2014 la Cassazione aveva annullato le condanne accogliendo l'eccezione di competenza territoriale sollevata dagli avvocati difensori Francesca Martinolli di Adria e Rocco Marsiglia di Roma. A quel punto era tutto da rifare con l’annullamento delle precedenti condanne e l’istituzione di un nuovo processo a Rovigo

Il nuovo processo, giunto ieri all’epilogo si era dunque aperto a Rovigo il 24 febbraio dello scorso anno. La corte di Assise di Rovigo ha accolto ieri le richieste di ergastolo presentate la settimana scorsa dalla pubblica accusa. Probabile il ricorso in appello da parte dei due condannati.

Con questa sentenza di chiude però una vicenda giudiziaria durata quasi 9 anni, che ha visto le sue articolazioni tra le province di Ferrara e Rovigo e che ha creato profondo sgomento per il modo violento con cui la giovane diciannovenne è stata uccisa dai suoi sfruttatori.

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