Mezzo milione in più raccolto con le multe di tutor e velox
Tanti interventi nel bilancio 2016 della Polizia provinciale Lotta ai pescatori di frodo e controllo del territorio
Di notte e al freddo a stanare in valle i predoni del pesce, ma anche sulle strade per cogliere sul fatto o tramite velox e tutor chi sgarra al volante.
È stato un anno intenso il 2016 per la polizia provinciale. Ha fruttato 34.571 sanzioni amministrative, pari a oltre tre milioni e 630mila euro, per la quasi totalità derivanti dagli automobilisti che hanno infranto le regole del codice della strada: tra l’altro rispetto al 2015 (quando però un tutor, rotto, era stato fuori uso un mese e mezzo) l’importo accertato è aumentato di circa mezzo milione. Come spiega il comandante Claudio Castagnoli, le multe sono state 34.421, con 6.850 punti decurtati dalle patenti (28 quelle ritirate), 19 i veicoli sequestrati e 100 quelli sospesi dalla circolazione. Le sanzioni contestate su strada sono state 671, dove gli agenti hanno un occhio di riguardo di chi prova a fare lo slalom per evitare l’occhio del dispositivo elettronico. Non è mancato l’aspirante campionissimo della Formula Uno, che sulla Rossonia (dove il limite è di 70 chilometri all’ora) sfrecciava addirittura a 157,90 km/h. Il resto dell’attività degli agenti riguarda i controlli ambientali. Ne sono risultati 363 illeciti amministrati, per un importo di poco più di 64mila euro: 10.300 dei quali arrivano dall’abbandono di rifiuti, ma la quota maggiore (circa 24mila per entrambe le voci) dipende dai settori della caccia e della pesca. E’ in acqua dove il fenomeno del bracconaggio allarma sempre di più. La buona notizia sono i 4mila metri di reti sequestrati e i mille chilogrammi di pesce liberato nelle acque del territorio. Quella meno buona è che i predoni, quasi sempre cittadini rumeni, spesso la fanno franca.
«La sanzione amministrativa non è una deterrenza – dice Castagnoli – perché i pescatori di frodo non pagano. Negli ultimi quattro anni sono stati contestati reati per oltre 100mila euro, ma quelli pagati sono solo 7mila. Ed è difficile dimostrare la flagranza di reato, perché i predoni hanno anche imparato a lasciare pesce e materiali in due furgoni diversi». Si conta sul via libera al più presto a una legge regionale (una possibile intesa tra le diverse forze politiche c’è già) che apra a misure come il fermo pesca nelle acque interne per due mesi e il sequestro del mezzo per chi venga trovato dal tramonto all’alba con reti, storditori o pesci. Pieno appoggio e soddisfazione per il lavoro svolto dai 15 agenti (compreso il comandante e due unità amministrative) viene da Tiziano Tagliani. «Grazie alla polizia provinciale esiste un elemento organizzato che ci consente di tenere sotto mano un territorio controllato, nonostante le risorse economiche siano carenti. Se le Province rimarranno a fare parte del nostro futuro, occorrerà comunque ripensare le funzioni del corpo, visto che certe competenze sono passate alla Regione e altre ai Comuni: serve un disegno omogeneo e organico». Il consigliere con delega alla polizia provinciale, Alberto Bova, rimarca «l’importanza dell’aspetto preventivo e l’ottima collaborazione instaurata con le altre forze di polizia». Va aggiunto che gli agenti in divisa lavorano spesso in team con i volontari di una serie di associazioni territoriali, tramite accordi che per esempio hanno portato a 108 segnalazioni di rifiuti abbandonati nell’ambito del progetto Ecouniamoci.
Fabio Terminali
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