«Vaccini e nidi, le nuove regole»
Dal 15 febbraio via alle iscrizioni, l’esonero sarà un’eccezione. La normativa in vigore da settembre
A partire dal prossimo 15 febbraio le famiglie ferraresi potranno cominciare ad iscrivere i bambini agli asili nido, le strutture frequentate dall’utenza più giovane (da 0 a 3 anni) per l’anno educativo 2017-2018, che inizia a settembre.
«A disposizione per i genitori ci sarà almeno un mese di tempo - annuncia l’assessore comunale alla pubblica istruzione, Annalisa Felletti - ma da quest’anno bisogna tenere conto di una novità molto importante: l’obbligo di vaccinazione per i piccoli iscritti al nido».
L’assessore ha incontrato gli operatori pubblici e privati del settore ieri mattina, compresi i rappresentanti del privato sociale, nella sala del consiglio comunale. Al tavolo dei relatori, oltre a Felletti erano seduti esponenti dell’amministrazione regionale, la responsabile del servizio vaccinazioni dell’Asl, Marisa Cova, e la responsabile della Pediatria di comunità per Ferrara/Copparo, Chiara Cuoghi. Lunedì prossimo, in consiglio comunale, saranno discusse le variazioni al regolamento comunale che richiameranno gli articoli della legge regionale n. 19 del 2016 che ha reso obbligatoria la vaccinazione dei bambini nei nidi, normativa di fatto “adottata” anche dal ministero della Salute che intende estendere il modello emiliano all’intero Paese.
La prima cosa da sapere è che se il bambino non sarà vaccinato non potrà accedere al servizio che comprende nidi d’infanzia, servizi integrativi (spazio bambini, servizi domiciliari etc.) e servizi ricreativi (ad esempio baby park). Solo in alcuni casi, come è stato risposto a una domanda posta dalla platea, sono previste eccezioni: in pratica se lo stato di salute del piccolo impone l’esonero, ma dovrà essere il pediatra di libera scelta a certificare la condizione del paziente.
I bambini dovranno essere sottoposti alla vaccinazione obbligatoria, cioè contro il tetamo, la poliomielite, la difterite e l’epatite B. Non esiste un unico vaccino che li contenga tutti: ad ogni vaccinazione, quindi, corrisponderà una puntura. L’alternativa è procedere con un’unica iniezione, ma con un un vaccino esavalente, che oltre ai quattro vaccini obbligatori ne contiene anche due raccomandati: pertosse e haemophilus influenzae tipo B. In base all’età del piccolo è obbligatorio anche più di un richiamo.
Le iniezioni vengono eseguite negli ambulatori pediatrici e nelle sedi del servizio vaccinazioni dell’Asl. «Non c’è lista d’attesa - spiega il direttore del Servizio di Sanità pubblica, Giuseppe Cosenza - per l’infanzia è prevista una corsia preferenziale». L’ambulatorio rilascia il certificato vaccinale da presentare al centro educativo: sul documento sarà precisato anche se il numero di dosi assunte dal bimbo è sufficiente per l’iscrizione del piccolo al nido.
I l punteggio per l’accesso viene computato sulla base di una serie di condizioni che tengono conto della situazione lavorativa della famiglia: se entrambi i genitori hanno impegni di lavoro, se sono pendolari, se nel nucleo è presente più di un bambino che frequenta i servizi educativi, etc.
«Siamo consapevoli che si tratta di una novità che richiede un’attenzione particolare da parte degli operatori e anche delle famiglie - ha dichiarato Annalisa Felletti - quindi abbiamo previsto anche altri incontri dedicati a questo tema».
Come è noto la Regione Emilia Romagna ha imposto l’obbligo della vaccinazione nei nidi dopo aver registrato un calo delle adesioni in particolare in alcune zone del territorio, la Romagna sopra tutti. Un trend che fin dal 2015 ha iniziato ad emergere con chiarezza anche a Ferrara, in passato tra le province più propense alla vaccinazione.
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