«Volevo fermare i ladri e mi hanno preso a pugni»
Arrestati dai carabinieri per rapina un ventenne e due ragazzine minori. La moglie del titolare del Top Mercatone: spero capiscano che hanno sbagliato
FERRARA. «Spero solo che abbiano capito di aver sbagliato, e non lo facciano più». Non c’è traccia di rabbia o rancore in Yang Yu Jing; suo marito, il titolare del Top Mercatone di via Bentivoglio, nel quariere Barco, martedì pomeriggio è stato picchiato da un ragazzo ucraino di 20 anni che, insieme a due amiche italiane minorenni, era andato a rubare nel suo negozio. «Mi ha anche spaccato gli occhiali, erano nuovi e sono già da buttare», si rammarica Chen Jian Tao, per tutti semplicemente Alex, mostrando l’occhio pesto. È lui a ripercorrere, faticando un po’ con l’italiano, la disavventura conclusa con l’arresto per rapina dei tre giovani da parte dei carabinieri di Pontelagoscuro. Gli arresti sono poi stati convalidati dal giudice che ha disposto la scarcerazione per le due minori e l’obbligo di firma per il ragazzo.
«Le due ragazzine sono entrate, mentre lui è rimasto fuori - racconta Alex - A un certo punto ho visto una delle due prendere dei pennarelli del costo di 3.90 euro l’uno e infilarseli nella manica. Ha preso parecchi pezzi e poi come se niente fosse ha attraversato le casse. “Signorina, non è che hai dimenticato qualcosa?”, le ho chiesto. Lei ha negato e si è tolta il giubbotto per dimostrarmi di non aver preso niente. Ma a quel punto i pennarelli sono caduti a terra». Vista la giovanissima età della ladruncola, lì per lì Alex aveva deciso di non essere rigido. «Le ho detto che se avesse pagato la cosa sarebbe finita lì, e lei mi ha risposto che non aveva soldi. A quel punto ho chiamato i carabinieri».
Una delle due minorenni ha poi cercato di scappare e Alex a sua volta ha fatto barriera allargando le braccia per non farle allontanare. È stato a quel punto che è intervenuto l’amico più grande. «Io mi stavo arrabbiando molto - continua Alex -. Una delle ragazzine ha stretto i pugni, e mi ha dato qualche colpo, molto piano. Il ragazzo è arrivato ha cominciato a strattonarmi, ma io non smettevo di fare barriera. Poi mi è arrivato un colpo, fortissimo, all’occhio e sono caduto a terra».
L’arrivo dei carabinieri ha messo fine alla contesa. «Sono in Italia da dieci anni, e da dieci anni lavoro senza risparmiarmi - aggiunge Alex - Dalla città di Wen Zhou sono arrivato a Milano, dove ho lavorato prima come lavapiatti in un ristorante, e poi sempre come commesso nei negozi, spostandomi anche a Padova. Ho fatto tanti sacrifici per risparmiare il denaro da mandare in Cina e per avere un negozio tutto mio. Anche per questo trovo insopportabile essere derubato, perché dietro a ogni oggetto esposto qui c’è un po’ della nostra fatica».
Alessandra Mura
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