La salma mai tornata a casa È ancora sepolta agli Indigenti
Nella distesa di piccole lapidi del cimitero degli indigenti a Mizzana, lo sguardo incredulo di Paula Burci ti cattura da lontano. È quasi strano ritrovare lì il suo viso dall’espressione sparuta,...
Nella distesa di piccole lapidi del cimitero degli indigenti a Mizzana, lo sguardo incredulo di Paula Burci ti cattura da lontano. È quasi strano ritrovare lì il suo viso dall’espressione sparuta, quella foto conservata negli archivi di cronaca e vista tante volte sui giornali, tutte le volte che si tornava a scrivere della sua tragedia.
Adesso che un’altra tappa della tortuosa vicenda giudiziaria è stata compiuta - con la conferma, da parte della Corte d’Assise di Rovigo, della condanna all’ergastolo dei due sfruttatori-aguzzini già inflitta dalla Corte d’Assise di Ferrara e ribadita in Appello - resta quella piccola tomba precaria, con una lapide che non riporta nè la data di nascita, nè quella della sua morte ma solo quella della sua inumazione, il 27 marzo 2009, un anno dopo il ritrovamento del suo cadavere massacrato e semicarbonizzato sull’argine del fiume a Zocca di Ro. E se la collaborazione tra polizia di Stato, carabinieri e procura ha reso giustizia a Paula, è stato un gesto di umana carità a permettere che avesse una sepoltura, dopo mesi passati in una cella frigorifera della Medicina Legale, perché la sua famiglia - lontana e in difficoltà - non riusciva a provvedervi. «Il Vangelo dice “Fai il bene e dimentica”», si schermisce don Domenico Bedin, che allora si prese cura di una famiglia «in apnea, disorientata dalle pratiche burocratiche in un momento tanto doloroso. Avevo letto la notizia sui giornali e tramite la Questura mi sono messo in contatto con la famiglia, a cui ho voluto offrire un po’ di solidarietà». Fu il Comune a pensare al funerale di Paula, e don Bedin a celebrarlo alla presenza di una manciata di persone, tra cui gli inquirenti che stavano lavorando per darle giustizia. Forse i familiari vorranno riportare Paula in Romania quando, nel 2019, finirà il periodo assegnato al cimitero di Mizzana. E darle un riposo meno desolato di una piantina ormai secca, un vaso con qualche triste decorazione natalizia, un’immaginetta sacra e un angioletto piangente appeso alla foto incorniciata.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
