Mense scolastiche ai raggi X «Cibi freddi e prodotti esteri»
All’inizio dell’anno scolastico un gruppo di genitori si è riunito per discutere della mensa scolastica dei propri figli. I problemi emersi sono stati diversi: qualità del cibo e del servizio,...
All’inizio dell’anno scolastico un gruppo di genitori si è riunito per discutere della mensa scolastica dei propri figli. I problemi emersi sono stati diversi: qualità del cibo e del servizio, tariffa tra le più alte in Italia, libertà di scelta del servizio, il proibitissimo panino da casa, i discussi menù alternativi, il ruolo dell’amministrazione committente e dell’appaltatore del servizio, i vari modelli di erogazione del servizio. Per avere un quadro quanto più esaustivo della situazione questi genitori hanno realizzato un questionario che si può consultare online su https://it.surveymonkey.com/r.Mensana oppure richiederlo a mensana.ferrara@gmail.com, dove in modo anonimo ognuno può liberamente esprimere il proprio parere in proposito.
«Abbiamo già ricevuto 122 questionari - ha annunciato Marcella Ravaglia portavoce di un gruppo di mamme affiancate dal consigliere comunale 5 Stelle Sergio Simeone, e le risposte sono state diverse e soprattutto negative». È risultato infatti che il 50% mangia in mensa 5 volte la settimana; che in pochi si lamentano del costo, che il 30% si chiede perché l’origine dei cibi distribuiti ai bambini debba essere straniero (mele spagnole, carne francese); il 40% critica la somministrazione del cibo servito freddo e scondito (il camioncino arriva alle 10.45 rispetto al mezzogiorno orario di mensa); il 50% vorrebbe rivedere il menù mentre nessuno si lamenta del controllo dell’igiene; infine il 40% è interessato a portare da casa il pasto; nella maggioranza dei casi i genitori considerano però la mensa come un momento educativo. «Ci siamo chiesti perché a Ferrara non si può portare da casa il proprio pasto - ha proseguito Marcella Ravaglia - la mozione presentata infatti è stata bocciata nonostante l’Asl regionale abbia dato l’autorizzazione. Tra i problemi anche il costo mensile in base all’Isee a Ferrara e non in altri Comuni. Tre i modelli di mensa individuati: gestione diretta interna (presente solo al nido “Costa” - 100 pasti situazione positiva); gestione indiretta con cuoche della Cir (scuole comunali, nidi e materne); servizio catering della Cir (quindi il cibo trasportato) e infine autogestione a Cocomaro di Cona da parte dei genitori. La Cir quindi provvede a 6 mila pasti contro i 100 della gestione diretta interna.
Margherita Goberti
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