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Rapinato e chiuso in bagno Terrore al distributore di benzina

Rapinato e chiuso in bagno Terrore al distributore di benzina

Jolanda di Savoia, due uomini armati di pistola hanno sequestrato il titolare dell’attività « È stato tremendo: mi hanno portato via oltre 4mila euro, ma ringrazio di essere ancora vivo»

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JOLANDA DI SAVOIA. «Quando ti puntano una pistola, l’unica cosa da fare è non reagire». Continua a lavorare nonostante sia ancora confuso e spaventato Salvatore Costantino, il titolare del distributore di benzina sulla via del Mare all’altezza di Jolanda di Savoia. Ieri mattina attorno alle7, appena ha aperto, due uomini si sono avvicinati e gli hanno puntato l’arma addosso. «Non ricordo molto bene - va avanti l’uomo - mi hanno però buttato prima per terra, e quindi chiuso in bagno portandomi per un braccio. A quel punto sono andati nel gabbiotto dove avevo i soldi dell’incasso di tre giorni. Oltre 4mila euro, avrei dovuto portarli in banca in pausa pranzo». Il signor Costantino continua il racconto mentre lavora: «Sono rimasto chiuso dentro per almeno 20 minuti - va avanti - poi è arrivato un cliente, ha aspettato per un po’ in macchina ma non vedendomi arrivare si è insospettito e ha deciso di scendere. Ho iniziato a gridare aiuto, battendo anche i pugni sulla porta e lui per fortuna mi ha sentito».

Il titolare del distributore ha così spiegato all’uomo dove trovare le chiavi di riserva, «quando è riuscito a liberarmi ho respirato profondamente. Non so, non so davvero se fossero italiani o stranieri perché non ricordo quasi niente. È stato tutto molto veloce, l’unica cosa che ho sempre pensato (sapendo che il suo mestiere vede comunque un’alta percentuale di rischio) è che non bisogna reagire, in particolar modo se arrivano con un’arma... i soldi che hanno portato via sono tanti, ma non posso rischiare la vita». L’assicurazione? «Macché, sarebbero troppo alte le cifre da pagare, questo è un lavoro particolare».

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È stato lo stesso Salvatore Costantino a chiamare i carabinieri di Tresigallo che sono arrivati subito e hanno portato avanti tutti i rilievi del caso. Con il passare delle ore, Costantino ha iniziato ad accusare qualche dolore, molto probabilmente dovuto a qualche percossa data per obbligare l’uomo a entrare in bagno e a non muoversi: «Andrò in ospedale, per farmi controllare... comunque è evidente che mi tenevano d’occhio da tempo perché raramente mi porto dietro così tanti soldi. Lo faccio solo quando ho da versarli in banca, evidentemente lo sapevano perché sono andati sul sicuro ed erano solo le sette del mattino». Anche su questo stanno indagando i carabinieri, sperando di trovare immagini e testimoni. «Adesso ringrazio solo di essere vivo, so che sono cose da mettere in conto, ma quando il conto poi arriva davvero non è così semplice», chiude.

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