«Badante raggirava anziano»
Processo per circonvenzione, lei arrestata e liberata diceva all’87enne: «Se non ricordi ci penso io»
Venne anche arrestata, in flagranza, dopo aver ritirato soldi alle Poste da un libretto dell’anziano che accudiva. Ma ancor più grave il fatto che il 26 febbraio 2015, cinque giorni dopo essere stata liberata fece la stessa cosa - farsi intestare il libretto postale dell’anziano - per cui era finita in manette. Lei ha 57 anni, nazionalità ucraina, ed era la badante di un anziano di 87 anni, con problemi psicofisici importanti, non solo dovuti alla età, con frequenti perdite di memoria e soprattutto una distorta percezione del valore del denaro: sui protagonisti del processo per un fatto accaduto nella nostra provincia ci limiteremo solo a queste indicazioni,per tutelare la vittima del raggiro. Nella situazione descritta, la donna avrebbe abusato del suo ruolo di badante e tutrice dell’anziano, sottraendogli soldi, ed ora è a processo per circonvenzione di incapace.
Al momento le cifre conteggiate sono di quasi 50mila euro ma in altro procedimento, sempre per circonvenzione di incapace dello stesso anziano, vi sono altre contestazioni a carico di un altro imputato, ferrarese che avrebbe ideato tutto (processo a parte). Il processo iniziato ieri davanti al giudice è stato subito aggiornato al 10 marzo quando si entrerà nel merito delle posizioni delle parti. L’anziano rappresentato dalla figlia (costituita parte civile con l’avvocato Giacomo Forlani) sarebbe stato raggirato in diverse fasi e periodi. Con un trucco semplice, spogliandolo dei suoi averi trasferiti sui libretti postali intestati alla donna. La badante avrebbe indotto l’anziano, infatti, a trasferire la somma nel proprio libretto postale i 35 mila euro, prelevando poi in diverse occasioni solidi con la tessera Postamat per un totale di quasi 15mila euro. Insomma, purtroppo l’anziano era diventato la classica gallina dalle uova d’oro Ma rendere ancor più grave il fatto, spiegava ieri mattina il legale di parte civile, l’avvocato Forlani, era il fatto che tutti i prelievi e gli atti fraudolenti non vedono soltanto la badante accusato: «Esiste un procedimento parallelo a carico di altra persona». Le indagini portate avanti da polizia e carabinieri hanno anche accertato i fatti dal vivo: il 26 febbraio 2015, nell’ufficio postale dove avvenne uno dei fatti contestati, erano appostati due agenti che verificarono che «durante le operazioni allo sportello l’anziano era palesemente sopraffatto dall’ingerenza della donna, che ripeteva la frase frequentemente: “tu non ti devi preoccupare se non ricordi nulla, ci penso io». Sappiamo come. (d.p.)
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