«Basta portare i rifiuti da noi»
L’assessore all’Ambiente di Finale richiama bondenesi e centesi
SCORTICHINO. «Se dagli altri centri limitrofi a Finale Emilia, in particolare da Scortichino, Alberone, ma anche da Rivara (frazione di San Felice sul Panaro) continueranno a portare i loro rifiuti nei cassonetti dell’immondizia di Finale Emilia, la bolletta dei rifiuti per i cittadini finalesi è destinata ad aumentare grazie all’inciviltà dei cittadini dei comuni confinanti». La denuncia arriva da Gianluca Borgatti, assessore ad Ambiente Cultura, Promozione del territorio, Centro storico. «Come comune di Finale Emilia siamo attualmente al 58% di raccolta differenziata e se entro la fine dell’anno non arriveremo al 65% ci sarà una multa nella percentuale del 20% relativamente alla tariffa delle bollette ad esempio chi paga attualmente 100 euro ne pagherà 120 per colpa di questi abbandoni indiscriminati. Da qualche tempo a questa parte - spiega l’assessore Borgatti che fa parte di una giunta di centro destra che guida il Comune per la prima volta dal dopoguerra dopo un regno ininterrotto del centro sinistra - - dai vari centri limitrofi a Finale Emilia si è radicata questa cattiva abitudine di gettare il rusco nei cassonetti dell’indifferenziata situati nel nostro Comune questo fatto comporta che la nostra raccolta indifferenziata continuerà a crescere con la conseguenza di non avvicinarsi alla fatidica quota del 65%. anzi ritorniamo indietro e i cittadini finalesi si troveranno a pagare un conto salato in bolletta. Il fatto è che magari nei comuni limitrofi un cittadino utente si trova di depositare i rifiuti dell’organico il giorno della raccolta e mentre viene al lavoro a Finale lo getta nel cassonetto. Finora nel nostro comune la raccolta a domicilio riguarda solo la carta e i cartoni, la plastica e il vetro. Tra breve attiveremo la raccolta porta a porta integrale (Finale Emilia assieme ad altri dieci comuni soci del Modenese, Nonantola e Ravarino e del Bolognese, Anzola Emilia, Argelato, Calderara, Castel Maggiore, Crevalcore, Sala Bolognese, San Giovanni in Persiceto e Sant’Agata, fa parte della società Geovest, la prima srl dell’Emilia Romagna nata nel 2002 che offre servizi pubblici per la tutela dell’ambiente). «Quando vedete qualcuno scaricare - conclude ironicamente Borgatti - fategliela rimettere nel baule o almeno fatevi dare 10 euro».
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