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Concorrenza spietata dall’Est

Concorrenza spietata dall’Est

Marzola: gli stranieri guidano anche nei fine settimana in barba alle leggi

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FERRARA. «Io faccio questo mestiere da 43 anni. Ho iniziato che ne avevo 19 e ora ne ho 62 e posso dire una cosa: quando credevamo di stare male, stavamo da dio». Claudio Marzola, autotrasportatore di Cesta e presidente di Fita Cna Ferrara (Unione nazionale imprese di trasporto), non vuole fare retorica ma dopo quarant’anni passati al volante i cambiamenti nel settore li ha visti e vissuti tutti.

«Il mercato è stato invaso dagli autotrasportatori dell’Est Europa e molti lavoratori del settore in Italia sono stati messi in difficoltà da una concorrenza spietata. Perché? Innanzitutto loro hanno costi più bassi dei nostri, sia a livello di spese di gestione sia soprattutto a livello di salario. Inoltre, le regole nei loro Paesi sono più flessibili rispetto alle nostre; qui in Italia ne abbiamo di ben precise da rispettare». Il tetto massimo di 10 ore di guida giornaliere, lo stop nei weekend, le limitazioni notturne... «Spesso gli autisti stranieri guidano anche nei fine settimana in barba alle regole poi – spiega Marzola – se vengono fermati e la patente ritirata, tornano nel loro Paese, dicono di averla smarrita, gli viene ridata, e la settimana dopo sono di nuovi qui. Poi c'è il discorso del salario; se un autotrasportatore italiano con le indennità di trasferta può arrivare a prendere 2200 o 2300 euro al mese, loro con 1000 o 1100 sono già molto soddisfatti; stiamo parlando di mille euro di differenza minimi mensili; è un “bel” abbattimento delle tariffe. Ma la professionalità e l’esperienza hanno un costo che va considerato e pagato». Fabiano Benazzi, imprenditore di Codigoro che insieme al fratello lavora nel settore da metà anni Settanta «anche se io sono entrato in azienda qualche anno dopo di lui perché sono più giovane» sottolinea scherzosamente, fa un passo indietro di 10 anni: «Quando si sono aperte le porte al mercato internazionale non è stata fatta una politica del lavoro che fosse omogenea per tutta l’Europa e ora ne stiamo pagando le conseguenze. Soprattuto la Romania ha costi e oneri sociali che sono irrilevanti rispetto ai nostri. Oggi però - sostiene – le norme si stanno un po’ stringendo e, anche se in ritardo, la politica sta cercando di tamponare questo problema e credo che nel giro di 4 o 5 anni le cose si uniformeranno». Benazzi con la sua impresa fa consegne in Italia e all’estero: «Slovenia, Francia, Germania, questi sono i Paesi principali. È stata dura far fronte alla concorrenza in questi anni, soprattutto per chi come noi ha sempre fatto del personale italiano un cavallo di battaglia». (s.g.)

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