La nuova Pro Loco di Renazzo ha eletto presidente e direttivo
RENAZZO. È Davide Salani il presidente della nuova Pro Loco di Renazzo. Lo ha deciso l’assemblea dei soci dell’associazione, che si è riunita venerdì sera, per eleggere il nuovo consiglio direttivo....
RENAZZO. È Davide Salani il presidente della nuova Pro Loco di Renazzo. Lo ha deciso l’assemblea dei soci dell’associazione, che si è riunita venerdì sera, per eleggere il nuovo consiglio direttivo. Presenti 48 soci votanti su 68 tesserati. Dal voto è così emerso il nuovo consiglio direttivo formato da 9 componenti. Oltre al presidente Salani ne fanno parte , Lorenzo Guandalini (vice presidente), con vicepresidente Lorenzo Guandalini, Roberto Marangoni (tesoriere), Mila Marangoni (segretario), Leonardo Melloni, Michele Melchiorri, Paolo Cavazzana, Andrea Silvestri e Fabio De Marchi. Soddisfatto del consenso riscosso e per rispondere a chi in paese ha espresso perplessità sulla nascita della Pro Loco, il presidente Salani ha parlato del futuro della nuova associazione: «Per motivi fiscali, la Fiera doveva trovare una formula che le consentisse di proseguire. Inserita nella rete nazionale Unpli, la Pro Loco ci è sembrata la soluzione migliore. Sarà questa nuova realtà a organizzare la Fiera delle Pere. Ma non solo. Attraverso gruppi di lavoro, anche tanti altri eventi che verranno promossi e realizzati a Renazzo. Chi pensa di fare un libro sulla chiesa, e chi progetti che possano accedere a fondi regionali». Chiaro don Ivo in merito alla scelta di lasciare la presidenza del Comitato Manifestazioni di Renazzo e di dar vita alla nuova Pro Loco: «Il Comitato era ormai diventato quasi un mostro, un'associazione anomala, un gruppo diviso da interessi di parte in cui non era più possibile lavorare con una visione complessiva per la promozione del paese. Era ora di dare una svolta. La Pro Loco è una realtà sicura, garantita e protetta da una rete che va dal nazionale al provinciale, e aderire è una scelta opportuna. Tuttavia, a chi del Comitato non vuole entrare, ho consigliato di chiudere l'attività al 2016 e dar vita ad un'altra associazione».
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