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Mondocamion cambia e il bar Giallo va a dormire

di Samuele Govoni
Mondocamion cambia e il bar Giallo va a dormire

Con le nuove regole sui tempi di guida il locale sulla Romea blocca l’apertura continua Il gestore: la notte gli autotrasportatori si fermano soltanto per le ore di sonno

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VACCOLINO. È diventato bar Giallo per deduzione, in realtà il nome non l’ha mai avuto ma il colore sgargiante alle pareti ha fatto sì che per tutti diventasse il “Bar Giallo di Vaccolino”. L’area di servizio situata al chilometro 37 della strada statale Romea, esiste da 50 anni e per i camionisti di mezza Europa è diventato un vero e proprio punto di riferimento; una garanzia. Aperto giorno e notte, 24 ore su 24, i viaggiatori sapevano che a qualsiasi ora del giorno e della notte le luci del bar Giallo sarebbero state accese, la macchinetta del caffè pronta all’uso, i panini freschi e le paste calde. Ora però le cose sono cambiate.

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Lo storico locale dall’1 gennaio scorso abbassa la saracinesca alle 23 o giù di lì e le rialza alle 4.45. Di fatto sono solo poco più di 5 ore di chiusura sulle 24 della giornata ma per molti habitué del posto questa novità ha rappresentato un cambio epocale. «Si tratta di una scelta ragionata, dettata dai tempi ma che non è detto sia definitiva - afferma Paolo Lancellotti, gestore del locale insieme al fratello -. Io sono nato e cresciuto qui dentro, lavoro qui da sempre e il turno di notte mi piace. I miei genitori hanno rilevato il bar all’inizio del 1984 e da allora, come del resto già prima, abbiamo sempre fatto le notti. Eravamo sempre aperti. Ora con le nuove regole che impongono un tetto massimo di 10 ore giornaliere di guida, la gente di notte dorme. E così mi ritrovo col piazzale pieno e il bar quasi vuoto. A noi fa piacere ospitare i camionisti nella nostra area, anche perché siamo tra i pochi a offrire ancora il posteggio gratuitamente, però pensare di assumere altre persone per continuare a mantenere il bar aperto a ciclo continuo ci spaventava un po’. Se torneranno i tempi d’oro, o quasi, anche il bar Giallo tornerà attivo 24 ore su 24». Alle 9,30 del mattino molti sono già partiti, alcuni sono fermi per un caffè o una sigaretta e altri stanno scaldando i motori. Un paio di uomini con accento straniero escono dalle docce, altri sono nella lavanderia e sistemano i vestiti da lavoro appena asciugati.

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«Siamo un’area completamente attrezzata, oltre a bar e ristorazione abbiamo docce, lavatrice, asciugatrice e area camper; siamo una specie di autogrill sulla strada statale anzi - afferma orgoglioso Lancellotti - forse il bar Giallo esiste da più tempo». È un po’ come quelle tavole calde dell’America ontheroad che si vedono nei film o si leggono nei grandi romanzi di Steinbeck e Kerouac.

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«La cosa bella è che siamo diventati un punto di riferimento per i viaggiatori che passano da qui: tra Venezia e Ravenna non siamo tanti e quelli che offrono un servizio come il nostro si contano sulle dita di una mano». «Siamo - prosegue Lancellotti - sempre stati dalla parte della gente, abbiamo cercato di andare in contro alle esigenze dei lavoratori e negli anni questa cosa ha pagato. In molti si sono già detti dispiaciuti per la chiusura notturna. I pochi che ancora di notte si trovano in strada sapevano che qui quattro chiacchiere le avrebbero fatte e un caffè caldo lo avrebbero trovato». E adesso? «Vediamo cosa ci riserverà il futuro». Del bar Giallo c’è anche la pagina Facebook. Non è difficile vedere post gelocalizzati, foto di camion nel piazzale e autisti in sosta. «Questo posto è un’istituzione per chi fa il nostro mestiere», afferma Michele Masiero salendo in cabina. «Io mi preparo a tornare a casa. La mia media giornaliera è di 400-500 chilometri e quando mi trovo a passare di qui mi fermo sempre, per una sosta veloce o passare la notte; si sta bene». Poi Masiero sistema la cabina e la “zona notte”, una cuccetta alle spalle del posto di guida. «La crisi ha morso forte e ha cambiato molto questo mestiere. Prima la gente stava più in compagnia, la sosta era un’occasione per chiacchierare, conoscersi e fare amicizia; ora vedo sempre più spesso gente che mangia nella propria cabina, che parla al telefono e guarda il tablet. Si è persa un po’ la voglia di socializzare ma d’altra parte, il mondo va così e indietro non si torna più».

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