Tanti turisti cinesi ma solo per la notte «Nessuno in centro»
I pullman fanno sosta in periferia sulla rotta Roma-Venezia Poi ripartono senza toccare ristoranti e bar cittadini
Ombre cinesi sul nostro turismo. I visitatori del Dragone si sono moltiplicati nel 2016, raggiungendo la ragguardevole cifra di 23mila arrivi, ma la polemica aperta dall’Ascom sui benefici minimi della “invasione” ha acceso un faro sulle caratteristiche particolari del turismo cinese in città e su come svilupparlo in favore delle attività economiche. Di comitive cinesi in giro per il centro, ai bar cittadino e in Castello, se ne vedono in effetti ben poche, perché in realtà i pullman scaricano i visitatori direttamente in (pochi) hotel nelle vicinanze dell’autostrada per la notte, riportandoli subito sulla rotta di Venezia o Firenze il mattino dopo. Una di queste comitive in sosta notturna è arrivata anche ieri sera al Best Western di via Eridano, quasi all’uscita di Ferrara Nord: «Noi lavoriamo con agenzia di tutta Italia, e in effetti ospitiamo molte comitive cinesi in viaggio sulla rotta Roma-Venezia - spiegavano ieri all’hotel - Di solito arrivano a sera per ripartire il mattino dopo, subito dopo colazione». L’hotel non offre i pasti ma le comitive cinesi non si muovono verso la città, preferendo fermarsi alla vicina Roadhouse o addirittura a fare la spesa nei market lì attorno e organizzarsi la cena in autonomia. Dinamiche simili le raccontano anche in un secondo albergo nel “giro” cinese, l’Orologio di via Darsena, abbastanza comodo dall’autostrada, «abbiamo un bel parcheggio adatto ai pullman e facciamo tariffe più contenute per i gruppi, soprattutto durante la settimana e in bassa stagione. Ecco perché i cinesi ci premiano».
Il sistema-piazze è tagliato fuori da questi flussi, e in effetti tra gli esercenti ieri era tutto un fiorire d’interrogativi sul boom di arrivi cinesi: «Ho letto, in effetti noi lavoriamo molto con le comitive ma di cinesi e orientali in genere ne vediamo pochi, in calo tra l’altro negli ultimi tempi» spiega Neno Campana, del ristorante Archibugio. In via Darsena sono abituati a programmare con agenzie nazionali come Gta e Kuoni, e la collocazione a ridosso del parcheggio Centro storico aiuta ad attirare le comitive in pullman, ma ciò nonostante di cinesi non se ne vedono. «Turisti cinesi? Mah, il boom proprio non lo vedo, ci sono molte più comitive spagnole o austriache» è l’esperienza personale di David Febbraro, del centralissimo Giori. E nel ristorante “I sofisti” di corso Porta Reno rincarano la dose, «lavoro qui di sera e di comitive cinesi non ricordo proprio di averne viste» scuote la testa Elia Rimondi, con il collega Massimo Lamarin a confermate.
I numeri insomma ci sono, le ricadute economiche ancora no, e potrebbe essere complicato ottenerle anche alla luce del lavoro degli organizzatori dell’outlet di Occhiobello per dirottare sulla sinistra Po i flussi cinesi di passaggio. Per anni, del resto, le comitive giapponesi in transito tra Firenze e Venezia con i loro super-pullman sono uscite a Ferrara Nord per dirigersi in un capannone della zona Pmi dove alcuni imprenditori veronesi avevano aperto un Tourist market pieno di prodotti di gran marca. Non si è trovato il modo di intercettare questo via-vai e convincere i facoltosi turisti giapponesi ad “allungarsi” in centro, ora il problema si ripete con i cinesi.
Stefano Ciervo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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