«Vicino a una comunità colpita»
A Pontelangorino la messa celebrata dall’arcivescovo Negri in ricordo dei coniugi uccisi
PONTELANGORINO. Per rinnovare la vicinanza alla comunità di Pontelangorino ferita dal duplice omicidio del mese scorso, l'arcivescovo, mons. Luigi Negri ieri sera ha celebrato una messa di suffragio in ricordo dei coniugi Vincelli, nella chiesa parrocchiale della piccola frazione di Codigoro. Durante l'accorata omelia l'arcivescovo ha riconosciuto di «essere specificamente venuto ad incontrare questa comunità duramente colpita», ma ha anche posto l'accento sulla «terribile prova a cui siamo stati chiamati. Le prove non vengono per distruggere, ma per rafforzare la testimonianza di fede della comunità» - ha sottolineato monsignor Negri, dopo aver rivolto sentimenti di gratitudine a don Marco Polmonari per l'opera educativa svolta-. È partito proprio dal parroco di Pontelangorino un messaggio di carità e di misericordia, sulla scorta delle tre letture, quando al termine della celebrazione liturgica ha invocato «la misericordia del Signore per i nostri amici Manuel e Riccardo», una volta affidati alla clemenza di Dio i coniugi Vincelli. In chiesa anche i genitori del 17enne che il 10 gennaio scorso ha massacrato a colpi d'ascia mamma e papà del suo amico 16enne Riccardo. Al termine della messa l'arcivescovo ha incontrato i genitori di Manuel, accompagnati dagli altri due figlioletti, per ribadire che tornerà a fare loro visita. Sui loro volti, si è dipinto un cenno di sollievo. In mezzo alla gente anche il sindaco di Codigoro Sabina Alice Zanardi, che ha definito la cerimonia liturgica come «un bel momento di unione per la comunità. Questa è la dimostrazione che Nunzia e Salvatore Vincelli non sono stati dimenticati» - ha aggiunto la Zanardi -. Si apre ora una stagione di incontri rivolti ai giovani e alle famiglie, in preparazione dei quali il sindaco di Codigoro conta sulla collaborazione inter-istituzionale. A rendere ancora più coinvolgente la messa di suffragio in ricordo di Nunzia e Salvatore hanno contribuito i ragazzi dell'oratorio con i loro canti. Roberto il coordinatore del gruppo ha rilevato come sia «necessario lavorare molto con i giovani, saperli coinvolgere», mentre l'altro coordinatore Luca, ha tenuto a precisare che «non si deve dipingere questo paese come un luogo dove i ragazzi sono allo sbando e non c'è niente. In realtà - ha aggiunto Luca - le proposte ci sono. Basta solo saperle accogliere». Un ultimo pensiero è stato rivolto ai due giovanissimi, il primo, Manuel nel carcere minorile di Bologna, seguito da avvocati e psicologi, il secondo, Riccardo, a Torino, città di provenienza dei genitori uccisi. «Proprio questa mattina (ieri ndr.) - ha concluso il parroco di Pontelangorino - ho ricevuto la telefonata del cappellano del carcere di Torino, per instaurare un primo contatto con Riccardo».
Katia Romagnoli
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