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Controlli del vicinato A Ravalle li guiderà un ispettore di Polizia

Controlli del vicinato A Ravalle li guiderà un ispettore di Polizia

Mauro Grazzi è nato e vive in paese: doveroso farmi avanti In rete WhatsApp il ‘vice’ Sergio Mazzini e da altri residenti

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Il primo coordinatore dei controllori del vicinato è un ispettore della Polizia di Stato. Mauro Grazzi ha scelto di portarsi a casa, nella sua Ravalle, un po’ di lavoro, pur di collaborare al progetto di sorveglianza “civica” del paese. «Mi è sembrato doveroso offrirmi volontario visto che sono nato e abito qui con la famiglia e i miei figli, e posso accorciare la catena dei controlli in caso di necessità» è la premessa di Grazzi, che ha dichiarato la propria disponibilità nel corso del secondo incontro tra i cittadini di Ravalle per attivare il controllo civico promosso dal Comune. Il progetto, dopo la firma del protocollo tra Comune e Prefettura della scorsa settimana, è entrato nella fase operativa e proprio nella frazione del Po vedrà probabilmente il suo esordio, già a marzo. «Stiamo lavorando per quella data, dovremo passare attraverso una nuova riunione operativa e decidere dove posizionare i cartelli di avviso» aggiunge Sergio Mazzini, referente storico dell’associazionismo del paese, che collaborerà con Grazzi. L’idea dei ravallesi è di individuare una decina di persone, che abitano in zone strategiche del vasto territorio lungo le sponde del fiume, in contatto tra di loro attraverso una chat WhatsApp, in grado di segnalare qualche situazione poco chiara, movimenti sospetti o condizioni di pericolosità o degrado di strade e parchi.

Tutte le segnalazioni vengono filtrate dal coordinatore che provvedere ad indirizzarle, nel caso, alle forze dell’ordine, agli enti pubblici interessati: «Non mi sostituirò certo alle forze dell’ordine, tra l’altro a Ravalle ci rapportiamo abitualmente con la stazione carabinieri di Porotto - fa presente Grazzi - Il lavoro da svolgere è di portata ampia, perché è vasto e poco popolato il territorio di un paese che conta solo 400 abitanti, nella vicinanze c’è il campo nomadi di via delle Bonifiche. Furti e scorribande notturne non sono certo mancate nei mesi scorsi». Ravalle si candida anche ad ospitare le telecamere di vigilanza che il Comune ha comprato proprio per sostenere i progetti di controllo del territorio. C’è infine da organizzare una rete anche a Porporana, la frazione “cugina” di Ravalle.

È bene ricordare che i controlli del vicinato sono governati, a Ferrara, da regole piuttosto rigide. I volontari dovranno «svolgere una mera attività di osservazione riguardo a fatti e circostanze che accadono nella propria zona di residenza (ad esempio, passaggi ritenuti sospetti di macchine o persone, allarmi, rumori)». A loro «è severamente vietata qualsiasi iniziativa personale, ovvero qualunque forma, individuale o collettiva, di pattugliamento del territorio», e si dovranno limitare a «comunicare ai coordinatori dei gruppi, secondo le modalità operative che verranno individuate, le informazioni d'interesse, astenendosi in ogni caso dall'assumere comportamenti incauti e imprudenti». Saranno i soli coordinatori di questi gruppi, poi, che terranno i contatti con le forze di polizia e con la Polizia municipale.

Ravalle è partita per prima, con un’assemblea già l’1 febbraio, l’8 è toccato al condominio Il Quartiere di Foro Boario. Mercoledì pomeriggio incontro a Francolino, nella Casa canonica.

Stefano Ciervo

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