«La licenza dev’essere revocata»
Corradi del Pd interviene sul caso del cane ucciso nel Consorzio
BONDENO. Definisce l’episodio dell’uccisione di un cane, da parte di due dipendenti del Consorzio di bonifica, come un «episodio fuori della realtà del nostro tempo», il segretario matildeo del Pd, Tommaso Corradi. Un fatto «difficile da immaginare, oggi, che qualcuno pensi anche solo di uccidere il proprio cane a fucilate. Molti anni fa, i cacciatori si liberavano così dei cani divenuti vecchi e dunque inutili nelle attività di caccia. Ma allora la sensibilità nei confronti degli animali era completamente diversa. Nel corso degli anni - dice Corradi - la sensibilità è cambiata: basti vedere le recenti polemiche scatenate dall’esposizione del corpo di un maiale appena ucciso in piazza a Poggio, prima dell’inizio di una dimostrazione su come si fanno gli insaccati».
Insomma, è come se il lungo percorso che ha fatto guadagnare visibilità alle battaglie animaliste e del rispetto degli animali, avesse subìto una cesura per i fatti accaduto a Bondeno.
«Purtroppo - continua Corradi - a mio avviso, le nostre leggi non puniscono con la durezza adeguata l’uccisione immotivata di animali. Ma la vicenda di Bondeno ha anche dei risvolti, a mio avviso, ben più preoccupanti: perché la persona o le persone capaci di uccidere in modo così spietato un cane, avevano un porto d’armi? Spero che l’autorizzazione venga revocata al più presto e, in un qualche modo, l’autore o gli autori si scusino del loro gesto, il quale ha offeso anzitutto la loro e la nostra umanità, e la sensibilità di tutti noi bondenesi». (mi.pe.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
