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Ladro placcato in piazza, aveva rubato in uno stand

Ladro placcato in piazza, aveva rubato in uno stand

Ragazzino in fuga con la cassetta dell’incasso, poi bloccato da una commerciante. Urban (Ascom): aveva il cutter nelle scarpe, più sicurezza e controlli per chi lavora

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FERRARA. Il cioccolato fa gola a tanti, visto il successo di presenze che ha avuto in questo weekend in piazza Trento Trieste la rassegna Art &Cioc. Anche ai ladri, però. Uno di questi, un ragazzino straniero, sicuramente non solo, ieri all’ora di pranzo (attorno alle 13.30) ha tentato di rubare l’incasso di uno stand di lingerie e indumenti intimi, era giù riuscito a scappare con la cassetta e dentro un centinaio di euro, ma l’attenzione degli altri standisti della piazza, insospettiti dalla sua presenza, ha permesso di bloccarlo. A placcarlo, nel vero significato materiale e non solo figurato, è stata Luana Ferraresi mentre il ragazzino scappava in bici con la cassetta sotto il giubbotto. La donna dal suo stand di «Caffè divino» gli si è messa davanti e lui prima le ha scaraventato la bici addosso, poi lei lo ha bloccato senza riuscirci a lungo, e lui è riuscito a divincolarsi e scappare tra la tanta gente della piazza. Particolare inquietante, spiegava ieri Davide Urban, direttore Asocm tra gli stand e le bancarelle, il ragazzino aveva un cutter nelle scarpe: se lo avesse usato per divincolarsi...

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Non lo ha fatto, ma resta la gravità dell’episodio che ricostruiamo assieme ai suo protagonisti. Anna, la ragazza dello stand di intimo per donna, spiegava ieri che «lo avevo visto aggirarsi qui dentro lo stand, ha chiesto dei prezzi, poi l’ho visto chinarsi e guardarsi le scarpe: era un ragazzino giovane che avrà avuto 14/15 anni». Sicuramente sapeva che lì sotto il tavolino c’era la cassetta con i soldi dell’incasso, segno questo - spiegavano gli standisti - che sapeva fosse lì, che non era solo e che il furto era la fase finale di un sopralluogo. «Non mi sono accorta di nulla - spiegava ancora Anna, dallo stand di intimo - e l’ho visto andare via, mentre da altri banchi è scattato l’allarme per la sua presenza e per il suo fare sospetto».

Poi è entrata in azione la “placcatrice”, Luana Ferraresi. «Ho sentito le altre ragazze che additavano questo ragazzino, l’ho visto venire verso di noi e mi sono messa davanti, prendendomi la bici addosso, recuperando cassetta e incasso. Poi abbiamo chiamato la polizia, ma lui era già scappato».

Un episodio che accende molti interrogativi sulla sicurezza, da parte degli standisti e dello stesso Urban che ieri sera rassicurava tutti. «Il problema, lo ribadiamo, è che questo ragazzino aveva un cutter nascosto nelle scarpe». Dunque poteva usarlo: e allora che fare in questi casi? «Proprio nei prossimi giorni (16 febbraio, in Camera commercio, ndr) presenteremo ai nostri associati Ascom e Fipe Confcomercio un vademecum sulla sicurezza, per dare indicazioni su come comportarsi , ad esempio, in casi come questo». Dove un ragazzino armato di cutter poteva far chissà cosa.

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Federico Droghetti che divide la gestione dello stand Caffè Divino con la “placcatrice” Luana Ferraresi, ieri sera ricordava che «in questi giorni abbiamo visto tante persone sospette, di ogni tipo». Tanti che chiedevano l’elemosina, tanti spaccini che offrivano droga. «Servirebbero più controlli, forze dell’ordine in borghese ci sono, ma agenti in divisa potrebbero servire da deterrente: una volta c’erano poliziotti e carabinieri di quartiere...». Una volta, oggi non più, tagliati. E in un tempo di risparmio è sempre più difficile lavorare nel commercio, subendo furti, rapine, aggressioni e tanto altro. «Consegneremo ai nostri associati questo vademecum che è il frutto del lavoro tra commercianti e forze dell’ordine. Sappiamo che in questi casi è meglio non rischiare, lasciare andare via il malvivente di turno». Questa volta, però, con il fai-da-te tra standisti della piazza il furto è stato sventato e nessuno è rimasto ferito o peggio: non è poco, per chi lavora tutto il giorno, per l’incasso.

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