Riavvio ex Bazzi Coloniali «Sarà la ciliegia sulla torta»
Il Comune prova per la terza volta a far rivivere i locali di piazza municipale Cantiere al via, meno spese per i privati interessati al bando che uscirà a giorni
«Proviamo ad aggiungere anche questo anello ad una lunga collana di cose fatte», scandiscono all’unisono il sindaco Tiziano Tagliani e l’assessore Aldo Modonesi che invoca «la ciliegina sulla torta». L’anello tanto ambito è la riapertura di quella che è stata una bottega storica del centro cittadino, Bazzi Coloniali, in piazza Municipale. Locali di pregio tutelati dalla sovrintendenza, per i quali però non è stata ancora individuata una destinazione commerciale nonostante la cessazione dell’attività risalga a circa 20 anni fa.
Il Comune ci riprova dopo due tentativi non andati a buon fine. Il nuovo avviso sarà pubblicato a giorni mentre ieri è stato avviato il cantiere che renderà fruibili con opere di restauro gli spazi del piano terra e dell’ammezzato grazie ad una spesa di 650mila €: 499mila a carico del Programma speciale d’area del centro storico e 150mila messi a disposizione da Palazzo municipale. A questo costo si aggiungerà la quota che spetterà al concessionario per le opere edilizie (330mila €) e per il restauro dell’arredo storico (45mila €).
Il progetto di «valorizzazione» multipla mette in gioco quindi circa un milione di euro ed è finalizzato alla riqualificazione del patrimonio immobiliare dell’ente con lo sguardo puntato in seconda battuta sulle ricadute turistiche dell’operazione (una nuova attività in centro storico, il collegamento tra la piazza e il Giardino delle Duchesse che l’amministrazione vorrebbe aprire per tutto l’anno e non solo d’estate).
Obiettivo «ambizioso», come lo ha definito ieri il sindaco, ma con qualche speranza di successo, «avendo fatto tesoro delle difficoltà legate alla fase economica e delle esperienze del passato». I lavori, che si concluderanno entro dicembre (304 giorni), rinforzeranno lo stabile per l’aspetto anti-sismico e prevedono anche il restauro di dipinti e di un soffitto ligneo a cassettoni del Quattrocento.
«Il Comune manterrà la vigilanza sul recupero dei decori a parete», ha precisato la responsabile della direzione lavori, Natascia Frasson. In concessione saranno posti solo una parte dei locali: il piano nobile, già sistemato, resterà a disposizione del Comune. Il meccanismo di selezione del concessionario prevede un peso differenziato fra l’offerta tecnica (70% per tipo di attività, modalità di gestione ed esecuzione lavori, etc.) e l’offerta economica (30%, che riguarda sostanzialmente il rilancio sul canone annuale).
Il canone ventennale previsto dall’avviso di concessione (ma sono possibili rilanci economici, come si è già detto, e pure sulla lunghezza del periodo) parte dai 26.200 € del primo anno per raggiungere il tetto dei 35.800 €. L’intenzione è di non gravare troppo di oneri la gestione nella fase più delicata dell’avvio dell’attività.
Potranno partecipare singoli consorzi o Ati. La durata dei lavori del Comune affiancata all’uscita del bando con i tempi previsti per la pubblicazione e la progettazione esecutiva dovrebbero consentire una partenza veloce della gestione: questo l’auspicio di Palazzo municipale.
«Abbiamo già ricevuto manifestazioni di interesse ma devono concretizzarsi», ha ribadito l’assessore Serra. Tagliani, che negli ultimi giorni ha battibeccato a muso duro con l’Ascom sui flussi turistici, si è concesso la battuta finale: «Sono ben accetti anche investitori cinesi, purchè entrino a far shopping nei negozi del centro storico».
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