«Troppi ritardi e resistenze così la sanità crea i disagi»
Parla Tagliani, sindaco di Ferrara e presidente della Conferenza territoriale, dopo gli appelli dei sindacati e del professor Liboni a vigilare sui servizi
Per la seconda volta in pochi giorni un appello a salvare la sanità è stato recapitato ai sindaci della provincia. I primi a parlare sono stati i sindacati Cgil, Cisl e Uil. Domenica scorsa, con un’intervista concessa alla Nuova Ferrara, il messaggio è stato lanciato dal professor Alberto Liboni, da pochi mesi in pensione e per molti anni punto di riferimento di una nuova generazione di chirurghi che ha già iniziato a farsi largo in sala operatoria.
«Salvate la sanità locale», «non sguarnite il territorio di servizi che tutelano la salute», «fate crescere la chirurgia minore perché la riduzione dell’attività crea grandi disagi ai cittadini», le richieste giunte sui tavoli dei sindaci. E ieri hanno trovato una risposta a Palazzo municipale, dove siede il sindaco Tiziano Tagliani che è anche presidente della Provincia e della Conferenza socio-sanitaria territoriale, l’organismo che negli ultimi 3-4 anni ha cambiato profondamente l’organizzazione della sanità ferrarese. «Decisioni approvate a larga maggioranza dai rappresentanti delle amministrazioni locali - ha dichiarato Tagliani - che hanno votato un piano di rimodulazione dei servizi (ora è in fase di attuazione) che tiene conto delle risorse disponibili sul territorio e punta a mettere a disposizione dei cittadini tutte le energie oggi disperse in varie zone della provincia per concentrarle dove effettivamente servono e possono garantire i risultati migliori». Un progetto molto complesso che per alcuni aspetti però «sta scontando alcuni ritardi». I motivi? Tagliani li indentifica con alcune «resistenze che arrivano dai territori e che leggono erroneamente la riorganizzazione come un tentativo da parte della sanità del capoluogo, e in particolare dell’ospedale di Cona, di potenziarsi a danno degli altri ospedali della provincia: Delta, Cento e Argenta».
L’obiettivo degli interventi votati dalla Conferenza sanitaria territoriale è molto diverso, ribatte Tagliani. «Si cerca di ripartire l’attività sul territorio in modo da dare le più ampie garanzie all’utenza - prosegue il sindaco - e gli ospedali periferici non verranno affatto sviliti da questo processo». Eppure nell’ultima Conferenza sanitaria territoriale cinque sindaci (quattro di centro-sinistra e un ex M5S) hanno votato contro un documento di programmazione (passato a maggioranza) con l’intento di lanciare «un segnale» agli altri amministratori locali.
«Effettivamente abbiamo dovuto fare i conti con alcuni rallentamenti che non hanno aiutato nè gli amministratori nè gli utenti - ha argomentato Tagliani - Ad esempio sono stati persi alcuni mesi nel passaggio delle consegne tra l’ex direttore generale dell’Asl, Paola Bardasi, e il direttore oggi in carica, Claudio Vagnini. Ma ci sono state anche altre ragioni». Cioè, ha concluso, la situazione di «impressionante conflittualità tra i livelli apicali della chirurgia nel periodo in cui Liboni stava per andare in pensione». Contrasti che sono stati risolti solo dopo alcuni mesi, quando il professor Carlo Feo è andato a dirigere la chirurgia sul territorio (per ora gli ospedali Delta e Argenta, poi anche Cento) e Paolo Carcoforo è diventato professore ordinario di Unife mettendo un’ipoteca sulla futura direzione della chirurgia generale a Cona. (gi.ca.)
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