Bonifiche si rafforza con l’ingresso di Cdp
Entrano 60 milioni di euro per il piano industriale, 50 dalla Cassa depositi L’obiettivo è ampliare il business con trasformazione e commercializzazione
Cambia pelle Bonifiche Ferraresi di Jolanda che si appresta ad aggiungere in maniera strutturale al business agricolo una serie di attività «in ambiti integrati e complementari a quello agricolo, come consulenza, trasformazione e commercializzazione della merce», lavorando anche alla «verticalizzazione delle filiere e l’ampliamento del comparto produttivo per la diversificazione delle categoria merceologiche». Sono questi i punti qualificanti del piano industriale per il quale sono pronti 60 milioni d’investimento, 50 dei quali verranno messi da Cdp Equity, società del gruppo Cassa depositi e prestiti, e 10 dagli attuali soci. L’ingresso della società che raccoglie il risparmio postale e l’investe nello sviluppo del sistema economico italiano, sarà regolato da un accordo d’investimento che è stato deliberato due giorni fa dai consigli d’amministrazione di tre società, visto che della partita c’è anche Bf Holding, la controllante di Bonifiche. Il meccanismo finanziario messo a punto prevede in capo a Cdf Equity di una quota di circa il 19% della Bf Holding, destinata a prendere il posto della stessa Bonifiche in Borsa. I passaggi sono questi: aumento di capitale in opzione agli attuali soci di 10 milioni di euro, al prezzo unitario di 2,40 euro; emissione da parte di Bf Holding di un prestito obbligazionario riservato a Cdp Holding nell’ammontare di 50 milioni, convertendo in nuove azioni della stessa holding al prezzo unitario sempre di 2,40 euro; infine, un’offerta pubblica di acquisto e scambio di Bf Holding su Bonifiche Ferraresi, con l’obiettivo di togliere quest’ultima dal listino, proponendo 10 nuove azioni Bf e 1,05 euro in contanti per ciascun titolo conferito, con contestuale ammissione alla quotazione delle azioni di Bf. Il valore di scambio esprime un premio implicito di circa il 36% rispetto al prezzo medio di mercato delle azioni Bonifiche rilevato negli ultimi sei mesi, e ieri il titolo è salito del 4,5%.
L’Opas è condizionata al raggiungimento entro luglio da parte di Bf Holding di una percentuale superiore al 90% nel capitale di Bonifiche, dall’attuale 78,346%, e su questo punto c’è un diffuso ottimismo. In caso contrario, comunque, scatterà il piano B, che prevede la fusione tra Bf e Bonifiche, il successivo scorporo delle attività agricole della società di Jolanda, attraverso il conferimento ad un veicolo di nuova costituzione interamente partecipato da Bonifiche, e l’ampliamento dell’attività dell’attuale società che resterebbe nel caso quotata.
Le intenzioni dei soci (tra i quali Cariplo, Dompè; Carlo De Benedetti, Cremonini, Gavio e Consorzi Agrari) sul rafforzamento dell’azienda sono testimoniate dalla rinuncia alla distribuzione del dividendo 2016, e in ogni caso l’ingresso di Cdp è un importante contributo al rafforzamento non solo finanziario: la società segue le strategie di sviluppo del sistema Italia, che con questa operazione fa rientrare nel perimetro delle realtà più importanti proprio l’azienda di Jolanda di Savoia.
Per realizzare l’operazione, le società del gruppo Bonifiche Ferraresi si sono avvalse dello studio Orsingher Ortu per i profili legali, di Nomura International in qualità di advisor finanziario, dello studio Pirola Pennuto Zei e associati e di Ruggero Mazza per gli aspetti fiscali e contabili, mentre Cdp Equity è stata assistita per i profili legali dallo studio Giliberti Triscornia e associati e da Vitale & Co in qualità di advisor finanziario. (s.c.)
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