Congresso del Pd è scontro a Ferrara
Il congresso della resa dei conti tra Matteo Renzi e la minoranza di sinistra agita anche le acque nella periferia del Pd. Ieri è bastato un tweet del segretario provinciale Luigi Vitellio per aprire...
Il congresso della resa dei conti tra Matteo Renzi e la minoranza di sinistra agita anche le acque nella periferia del Pd. Ieri è bastato un tweet del segretario provinciale Luigi Vitellio per aprire un dibattito che promette di salire in vista dell’assemblea nazionale del weekend, alla quale parteciperanno otto ferraresi: lo stesso Vitellio, Massimo Buriani (unico rappresentante della minoranza), Marco Pigozzi, Luigi Marattin, Simone Merli, Alessandro Bratti, Barbara Paron e Marcella Zappaterra. «Auspico un congresso con la c maiuscola. Ascoltiamo i nostri iscritti ed elettori e smettiamola di mortificarci con deleterie discussioni sul nostro ombelico. Parliamo al Paese presentando la nostra idea di futuro, questo è il nostro lavoro» è l’intervento pubblico del segretario, che poi ha meglio articolato sul tema principale in discussione in questi giorni. «Congresso subito? Se c’è l’esigenza di discutere e rispondere agli interrogativi, meglio farlo subito, proprio per evitare il rischio di scissioni» è la sua opinione sulla convocazione a tambur battente.
Buriani non orientato a disertare l’assemblea, come da suggestioni provenienti dall’ala sinistra del partito, ma la minoranza ferrarese ha predisposto ieri un documento che parte dal piano nazionale per prendere posizione anche sui temi locali. Unità riformista di Ferrara, questo il nome del gruppo di minoranza, prende posizione contro il voto anticipato senza legge elettorale («sarebbe profondamente irresponsabile»), affronta il nodo della scissione («la scissione del partito va evitata come una sciagura per il Paese, ma diventerebbe una realtà ed una necessità se il partito non affrontasse adeguatamente» la questione della nuova sinistra), e chiede un «vero congresso» a partire dalle dimissioni di Renzi e dalla nomina di un segretario di garanzia, «con tempi adeguati e con mozioni da sottoporre prima ai congressi dei circoli e dei livelli territoriali. Congressi da tenersi prima di quello nazionale, e comunque prima delle elezioni politiche».
Anche a livello provinciale, però, «c’è bisogno di aprire una fase di profonda riflessione sulla conduzione del partito e sul livello di coinvolgimento degli organismi. I circoli, ad esempio, salvo qualche rara eccezione, non sono stati nemmeno coinvolti per discutere l’esito del referendum. Ci sono segnali sempre più preoccupanti di scollamento con i nostri iscritti (che non rinnovano le tessere), e di scollamento con i sindaci dei Comuni e con i cittadini, su questioni rilevanti come la sanità, l’andamento dell’economia provinciale e la crisi Carife. Auspichiamo quindi l’apertura di un confronto sulla linea politica delle federazione su questi temi». L’annunciata conferenza programmatica provinciale «va adeguatamente preparata e preceduta da una discussione in Direzione».
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