Per l’arcivescovo uscente un legame solido con la città
È difficile immaginare l’arcivescovo uscente di Ferrara-Comacchio seduto su una panchina, da pensionato, a leggere libri. Più facile prevedere, per monsignor Luigi Negri, un futuro più “attivo” tra...
È difficile immaginare l’arcivescovo uscente di Ferrara-Comacchio seduto su una panchina, da pensionato, a leggere libri. Più facile prevedere, per monsignor Luigi Negri, un futuro più “attivo” tra conferenze e seminari dedicati a temi religiosi, culturali e sociali non necessariamente confinati fra le antiche Mura di Ferrara. Città alla quale il monsignore milanese ha dedicato qualche pensierino più che lusinghiero. Non molto tempo fa, in occasione della partenza dei monaci olivetani da San Giorgio, evento che ha mandato in archivio una convivenza durata sei secoli tra l’ordine e la comunità estense, l’arcivescovo aveva dichiarato che gli sarebbe piaciuto essere ospite del monastero annesso alla basilica fuori le mura. «Un bel posto per andarci a vivere», così l’aveva definito, aggiungendo che «la permanenza a Ferrara non dipende da me, né dal mio successore. Ovviamente sarà il Papa a decidere».
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