«Ferrara Food, tutti devono fare il possibile per salvarla»
ARGENTA. La situazione di Ferrara Food (14 i dipendenti occupati ed un ceninaio gli stagionali) preoccupa anche i sindacati. «Una settimana fa siamo stati convocati per un incontro ad Unindustria...
ARGENTA. La situazione di Ferrara Food (14 i dipendenti occupati ed un ceninaio gli stagionali) preoccupa anche i sindacati. «Una settimana fa siamo stati convocati per un incontro ad Unindustria presenti i vertici di Ferrara Food - spiega Mirko Cavallini della Uila-Uil - e ci era stato spiegato che c’erano buone prospettive. Le banche sarebbero intervenute con una quota del 20% sul debito e i crediti con le organizzazioni dei produttori l’azienda aveva affermato di voler trasformare in partecipazione ovvero in un progetto di sviluppo industriale. Sia il sottoscritto che il mio collega Cristiano Pistone della Flai-Cgil avevamo dato il nostro assenso. Ora invece la situazione è ben diversa e a questo punto viene il sospetto più che fondato che il gruppo Maraldi voglia abbandonare il settore agro-alimentare. Abbiamo già chiesto un altro incontro urgente con l’azienda».
I sindacati hanno creduto in quello che ha raccontato l’azienda e, seppur informati della situazione all’interno di Ferrara Food si sono mossi tardivamente convinti, attraverso Unindustria, che non era il caso di fare “sparate” stante la delicata situazione per poi essere stati presi in contropiede dal comunicato a firma Cia e Confagricoltura dove si parla apertamente della grave situazione con i produttori, che si apprestano alle semine che devono ancora essere pagai per i conferimenti di agosto e settembre da un’azienda che trasforma attualmente un milione e 600 mila quintali di pomodoro ovvero il 40% del pomodoro da industria del territorio e che ha un debito nei confronti delle aziende agricole di quasi undici milioni di euro per la campagna 2016.
«Ferrara Food ha un problema di liquidità - afferma Cristiano Pistone (Flai-Cgil) - e cerca di evitare il fallimento e relativa chiusura dello stabilimento di Argenta . Non siamo ancora in una fase di default, certo il percorso intrapreso dall’azienda non è semplice, speriamo che possa andare nella giusta direzione. Il loro problema deriva dal fatto che fanno un monoprodotto ovvero pomodoro semi lavorato che non ha un grane valore aggiunto. A questo punto chiediamo che si faccia preso in quanto se non si effettuino le semine sarà un problema molto grosso». Alan Fabbri, capogruppo della Lega in Regione ha chiesto «la convocazione del tavolo tecnico per scongiurare il fallimento e difendere la filiera del pomodoro e i livelli occupazionali».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google