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Franceschini punta in alto: correrà in Tibet

Franceschini punta in alto: correrà in Tibet

Il comico dopo l’esperienza per l’Avis gareggerà sull’Himalaya: «Impresa dura, ne farò un docufilm»

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Evidentemente l’esperienza “Riso fa buon sangue”, in collaborazione con le Avis lungo la via Francigena, non ha spento la voglia di sfide di Paolo Franceschini. Il comico e showman ferrarese ha annunciato ieri la partecipazione ad una corsa in bicicletta ancor più massacrante, quella in sella ad una mountain bike che dal prossimo 29 giugno al 10 luglio lo porterà in India per sfidare le vette più alte del mondo, quelle del Tibet. Impresa certamente dura per un appassionato di bicicletta, che si misurerà con campioni del passato e stelle della mtb.

«Dopo aver partecipato nel 2016 ai programmi t “Eccezionale veramente” e “Colorado” - spiega Franceschini - mi ero detto che dovevo puntare più in alto e cosa c’è di più alto dell’Himalaya? Diciamo che io sono per natura positivo, sarà un’impresa difficile ma non impossibile, certo sarebbe stato più semplice fare la Ferrara-mare...».

Alla corsa sulle vette più alte del mondo giusto l’anno scorso ha partecipato il campione Gilberto Simoni, poi ci saranno i migliori interpreti della mountain bike. Con loro il nostro Franceschini: «Diciamo che mi sento una sorta di ‘comicista’, comico e ciclista. Questa gara è nata per caso, partecipando ad una serata a cura degli organizzatori e così per scherzo visto che sono appassionato di bici ho detto che avrei partecipato. Loro mi hanno preso sul serio e dopo essermi informato ho deciso di partecipare. Mi sto allenando: farò anche un ritiro a Livigno per abituarmi all’alta quota. A detta di tutti la vera difficoltà non sta nelle distanze, bensì nell’adattarsi a certe altezze. Si tratta di sei tappe per un totale di 510 km con 9.000 metri di dislivello: gli organizzatori seguono i partecipanti con molta attenzione e i primi giorni serviranno all’ambientamento. Sto lavorando perché sia una partecipazione a fini benefici e in Tibet girerò un docufilm, che spero di portare al Ferrara Film Festival del 2018». (d.b.)

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