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Mancate disdette, prime 1.400 multe

Mancate disdette, prime 1.400 multe

L’Asl invia le lettere di sanzione per visite o esami “saltati”. Nel 2016 oltre 32mila violazioni per un totale di 860mila euro

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«...non si è presentato all’appuntamento fissato il giorno...». È la frase che si legge nel verbale di violazione che in questi giorni le Poste stanno recapitando nelle case di un migliaio di ferraresi che nell’aprile del 2016 non si sono presentati a una visita o a un esame prenotato all’Asl o al Sant’Anna senza comunicare la disdetta con almeno due giorni lavorativi di anticipo rispetto alla data fissata.

Il primo pacchetto di contestazioni, in viaggio da venerdì scorso, fa parte di una tranche di 1.400 lettere che corrispondono alle mancate o tardive disdette conteggiate tra il 4 e il 30 aprile del 2016. Il valore economico totale ammonta a 37mila €. Ma si tratta solo di un piccolo “assaggio” rispetto al numero delle violazioni riscontrate nei mesi successivi. A fine anno l’Asl ha infatti registrato 32.733 prestazioni “saltate” (da aprile in poi) senza che venisse informata preventivamente e in tempo utile la struttura sanitaria (importo totale delle sanzioni: 860mila euro). Una somma decisamente importante ma il cui incasso, sottolineano in via Cassoli, non è automatico. Mentre è certo che l’invio delle lettere per l’Asl comporta un esborso consistente. Il verbale ha infatti il valore di atto giudiziario e come tale prevede un ricarico di 11.54 € per spese postali che si va ad aggiungere all’importo medio della sanzione che a Ferrara (ma l’operazione è stata programmata anche nelle altre province della regione) è di circa 26 euro. Le violazioni corrispondono a circa il 6-7% del totale delle prestazioni erogate (1.2 milioni/anno).

Come viene precisato nell’avviso pubblicato sul sito dell’Asl (www.ausl.fe.it) la sanzione «è pari al ticket previsto per le fasce di reddito più basse, indipendentemente dalla fascia di reddito dichiarata, fino ad un massimo di 36,15 euro (fa eccezione la chirurgia ambulatoriale che prevede un ticket di 46,15 euro)».

Il dato curioso, sottolinea il dirigente del Cup, Michele Greco, è che nel 70% dei casi le disdette vengono comunicate dagli utenti ma sono tardive e non rispettano i due giorni lavorativi di anticipo. Un difetto che comporta comunque il pagamento della “multa”.

Tra le prestazioni più “snobbate” dall’utenza ci sono gli esami di laboratorio, la radiologia e le visite ostetrico-ginecologiche. L’appuntamento può essere revocato rivolgendosi al Cup; alle farmacie abilitate chiamando il numero verde 800 532000 attivo 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 con risponditore automatico e, sempre allo stesso numero telefonico, ma con operatore attivo, dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 17 e il sabato dalle 8 alle 13; inoltre attraverso il proprio Fascicolo Sanitario Elettronico, se attivato on line, o tramite l’app Er-Salute. Il pagamento deve essere effettuato entro 60 giorni dalla notifica dell’atto, sul quale vengono riportate le modalità. Entro 30 giorni dalla notifica si può giustificare la mancata disdetta compilando un modulo e inviandolo per posta alla sede Asl o tramite e-mail. Tra le motivazioni accolte (ma devono essere documentate) malattia, ricovero, accesso al pronto soccorso, nascita di un figlio e lutto. L’Asl ha preventivamente scremato la platea da sanzionare da deceduti, ricoverati e persone che il giorno dell’appuntamento si sono rivolte al pronto soccorso.

A chi usa il cellulare l’Asl può inviare un sms ricordando la data della prestazione. A questo proposito, all’atto della prenotazione, conviene rilasciare il numero di cellulare e il consenso al messaggio.(gi.ca.)

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