Negozianti, ecco cosa fare per difendersi dalle rapine
Oggi la presentazione del vademecum a cura di Ascom, polizia e carabinieri «Mai reagire di fronte ai malviventi, il rischio che si corre è altissimo»
La tabaccaia che ha affrontato il malvivente a bottigliate, la fornaia che si è difesa sfoderando un coltello da pane. Ma anche, nelle cronache meno recenti, il gestore di supermercato che cacciò via i banditi a colpi di vasetti di Nutella. Chi reagisce e sventa una rapina suscita ammirazione e simpatia per l’indubbio coraggio dimostrato. Ma è anche l’esempio di quello che non si deve fare in quei frangenti. A dirlo per prime sono le forze dell’ordine, che hanno collaborato insieme ad Ascom e Fipe per compilare un “Vademecum per la sicurezza delle attività commerciali”, un agile libretto pieno di indicazioni e consigli preziosi sul comportamento da tenere non solo durante una rapina, ma anche prima e dopo.
Il prontuario sarà presentato oggi nel corso di un incontro alla Camera di Commercio, organizzato non a caso giovedì pomeriggio (giorno di chiusura dei negozi) per consentire la più ampia partecipazione da parte di titolari e dipendenti degli esercizi commerciali, che siano o meno soci della Confcommercio. Stampato finora in 500 esemplari, entro fine mese raggiungerà la tiratura di 2.500 copie da distribuire agli interessati, che presto potranno inoltre scaricarlo online.
L’idea, hanno spiegato Davide Urban e Giulio Felloni, rispettivamente direttore e presidente di Ascom Ferrara, è nata dalla constatazione che negli ultimi anni gli esercizi pubblici sono stati sempre più esposti a reati di questo tipo, ed era arrivato il momento di dare un segnale ai negozianti sulle modalità di comportamento più corrette da adottare in caso di rapina. Da qui alla richiesta di collaborazione con la polizia di Stato e l’Arma dei carabinieri - attraverso la Prefettura - il passo è stato breve.
Al “team Ascom-Fipe” si sono così aggiunti il dirigente della squadra mobile Andrea Crucianelli e il tenente colonnello Marco De Martino, comandante del Norm di Ferrara. «È stata la prima occasione di confronto diretto sulla sicurezza partecipata, ed è stata un’esperienza molto positiva», ha commentato Crucianelli. «In 25 anni di esperienza professionale non mi era mai capitato di prendere parte a un tavolo di questo genere - ha confermato De Martino - Il nostro obiettivo non è stato quello di parlare di massimi sistemi: abbiamo affrontato un problema concreto in modo pratico. Il primo consiglio, in caso di rapina, è quello di non reagire, perché è sempre un’assunzione di rischio non indifferente. Chi è riuscito a scacciare un malvivente è stato coraggioso, ma anche fortunato».
L’opuscolo contiene parecchie indicazioni importanti: invece di affrontare il rapinatore, meglio assecondarlo e intanto cercare di osservarlo per poterne fornire una descrizione o altri elementi utili agli inquirenti. «Un altro accorgimento - è intervenuto Matteo Musacci, nella doppia veste di presidente provinciale e regionale Fipe, ma anche di rapinato - è quello di svuotare la cassa ogni tre ore e mettere i soldi al sicuro: non si evita la rapina ma almeno si riduce il danno. Negli ultimi tempi la tipologia del crimine è cambiata, dai furtarelli per fame si è passati a colpi organizzati su commissione».
E a proposito della difesa fai da te, ha concluso Musacci «ricordo che c’è stata la ragazza che ha impugnato il coltello, ma anche quella che è stata portata all’ospedale in stato di choc».(a.m.)
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