Prezioso tesoro di archeologia Ci sono anche soldi romani
COMACCHIO. Le monete romane costituiscono il nucleo preponderante del preziosissimo tesoro consegnato ieri al Comune. Esse coprono tutto l’arco temporale degli imperatori, ma tante sono databili sino...
COMACCHIO. Le monete romane costituiscono il nucleo preponderante del preziosissimo tesoro consegnato ieri al Comune. Esse coprono tutto l’arco temporale degli imperatori, ma tante sono databili sino all’Alto Medioevo.
La moneta più antica è un quinario d’argento del 90 a.C. di L. Calpurnius Piso Frugi, con testa laureata di Apollo su un lato e dea Vittoria sull’altro. Oltre agli oggetti in metallo, figurano anche elementi in terracotta, quali le esagonette utilizzate nelle pavimentazioni delle residenze rurali di età imperiale, pesi, una stadera, speroni, spille e medagliette devozionali.
Gli oggetti sequestrati potrebbero gettare nuova luce sulla presenza dell'uomo in valle Pega e nel Mezzano, dopo la scomparsa della città etrusca di Spina. Tanto la funzionaria archeologa Sara Campagnari, quanto il capitato Danilo Errera, comandante della tenenza della Guardia di Finanza di Comacchio, hanno posto in evidenza i danni procurati dagli scavi abusivi, che di fatto rendono muto un reperto, procurando danni irreversibili non solo al patrimonio culturale nazionale, ma anche a livello di conoscenza archeologica.
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