Arrestato il camorrista che parlava in ferrarese
Viveva tra la nostra città, la provincia e il Napoletano: già sfuggito a tre attentati Catturato dalla polizia a Tresigallo, condannato a 10 anni: era il boss della droga
Da anni abitava tra il Ferrarese e il Napoletano, prima in città a Ferrara, poi dal maggio 2016 a Tresigallo, in aperta campagna, dove lo hanno arrestato gli uomini della Polizia di Stato delle squadre mobili di Napoli e Ferrara: scappava da tempo dal suo passato, dalla paura visto che aveva subito ben tre agguati camorristici, due a Napoli e uno a Viareggio. Scappava da tuto questo e soprattutto da una condanna a 10 anni per traffico internazionale di droga, un passato pericoloso che parla di camorra, legato al clan Licciardi e all’«Alleanza di Secondigliano». Sul suo conto da diversi giorni era stato spiccato dalla procura di Napoli un ordine di esecuzione e ora Giuseppe Lomasto, 54 anni, napoletano è in carcere. Quando i poliziotti sono andati a casa per arrestarlo ha finto di non essere lui, addirittura tentando di parlare in dialetto ferrarese. Ma i riscontri raccolti dalla Mobile di Napoli indicavano che Lomasto per evitare controlli si era allontanato da casa. Per questo motivo, dopo una indagine con gli ispettori della mobile cittadina è stato individuato in una casa a Tresigallo ed è scattato un blitz dopo il sopralluogo nella zona di aperta campagna che ha porto gli ispettori ad individuare Lomasto, in una casetta a due piani, dove abitava con la famiglia. Nel giorno di San Valentino le squadre mobili di Napoli e Ferrara, dopo verifiche e sopralluoghi, alle 6 di mattina hanno fatto irruzione in casa. Trovando Lomasto, moglie e figli: e lui, con un maldestro e goffo tentativo, ha cercato di depistare i poliziotti parlando in dialetto ferrarese con la speranza di far credere agli ispettori di essere un ferrarese Doc. Dopo gli hanno notificato l’arresto e il provvedimento di custodia per la condanna definitiva a 10 anni per un traffico internazionale di droga, dal 1999 al 2000, in Italia, Spagna ed Olanda. E adesso, dopo il fatto, è venuto a galla quello che Lomasto era in realtà negli archivi di polizia, visto che è ritenuto un elemento di elevatissima caratura criminale, specializzato nel settore del traffico di droga. Alle spalle ha una carriera criminale iniziata negli anni '80, e per le sue capacità organizzative e criminose era diventato uno dei boss del traffico di droga nel Napoletano. Tanto da guadagnarsi sul campo - spiegano gli inquirenti - la fiducia dei vertici del clan camorristico della famiglia Licciardi, attiva a tutt'oggi. Ed è per questo motivo che risulta legato a personaggi di rilievo che hanno caratterizzato la storia della criminalità partenopea. E proprio in questo contesto di guerra di camorra tra clan, era rimasto coinvolto in ben tre agguati camorristici, due a Napoli ed uno a Viareggio. Da questi scappava, per questo era arrivato nel Ferrarese con la famiglia, credendo di essersi buttato alle spalle questo suo passato.
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