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Gli animalisti si mobilitano

Cane ucciso a fucilate, lunedì prossimo un presidio per protestare

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BONDENO. Un presidio organizzato da Leal (Lega antivivisezionista, sezione di Ferrara) ed al quale aderiranno anche Animaliamo, Enpa e Lega nazionale per la difesa del cane. Scopo della manifestazione è l’intenzione delle associazioni di fare sentire la propria voce dopo l’uccisione a fucilate di un cane da parte di due dipendenti del Consorzio per la Bonifica di Burana, scoperti e denunciati nei giorni scorsi.

Proprio davanti alla sede bondenese del consorzio di bonifica - in via Vittorio Veneto - si terrà il sit-in (dalle 11) di lunedì mattina.

«Ho organizzato questo presidio - avverte Stefania Corradini di Leal - per protestare contro i due dipendenti, davanti alla sede del Consorzio. Per i quali chiediamo il licenziamento - precisa - e non un semplice spostamento». L'uccisione del cane ha provocato un sentimento di indignazione collettivo, che ha suscitato numerose reazioni, non solo nel territorio di Bondeno. Mentre, ieri, il Pd bondenese si è dichiarato «sconcertato per l'uccisione a sangue freddo di un animale», ed ha formalmente chiesto al sindaco di adoperarsi per spostare la manifestazione in piazza Garibaldi. I primi a dire di "no" sono proprio i volontari di Leal: «Assolutamente no - dice Stefania Corradini - non ci interessa manifestare in piazza, davanti a qualche bar. Vogliamo stare davanti al Consorzio, ed incontrarne i dirigenti, ed abbiamo tutte le autorizzazioni per farlo, sul marciapiede antistante».

Il sindaco di Bondeno, Fabio Bergamini, che aveva dichiarato nei giorni scorsi che il Comune (come molte associazioni) si costituirà parte civile, avverte che: «Esiste un problema di ordine pubblico - dice - che non possiamo trascurare: potrebbero arrivare tantissime persone e si ingesserebbe così la piazza e il centro storico, a scapito del lavoro dei commercianti».

Insomma, nello sdegno comune per il triste episodio, le posizioni sono distinte. Anche se traspare l'esigenza di «abbassare i toni».

Bergamini dice che «esiste un momento per l'indignazione e uno in cui è necessario fare lavorare con tranquillità i magistrati, per chiarire quanto è successo».

Il segretario del Pd, Tommaso Corradi, in una nota, spiega come «la situazione sembra essere sfuggita di mano. Sui social network - dice - si continuano a leggere commenti intrisi di odio che, nel migliore dei casi, invocano processi di piazza.» Sui quali il Pd si conferma «contrario». Mirco Peccenini

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